Sette uomini a mollo: divertente commedia terapeutica

di Serena Valente

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Se pensate che non ci possa essere una via di fuga, un appiglio dal quale ricominciare, allora vi sbagliate. E Gilles Lellouche ce lo mostra con la sua nuova ed esilarante commedia 7 uomini a mollo. Bertrand (Mathieu Almaric), un quarantenne depresso, trova nel nuoto sincronizzato un modo per uscire dalla sua crisi, nella quale si trova involontariamente ormai tutta la sua famiglia.

In questa nuova squadra di nuoto però scoprirà di non essere solo: ritrovati a condividere la loro passione con gli allenamenti, sei uomini si confideranno tra di loro, scoprendo di avere tutti un piccolo malessere. Ogni personaggio dovrà fare i conti con se stesso e con la propria storia, a partire da Bertrand, che prenderà come esempio ognuno di loro. La squadra è ancora agli inizi, e le coreografie risultano goffe e divertenti, ma grazie alla fiducia e al rapporto fraterno creato tra loro e l’allenatrice, decideranno di tentare l’impossibile: iscriversi ai mondiali di nuoto sincronizzato.

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Gilles Lellouche ci racconta come un disagio possa colpire chiunque, in un suo particolar modo comico, e descrive con dignità questi personaggi, senza mai cadere nel banale. La fotografia aiuta la sua volontà di sprofondare nell’animo umano, e risulta molto particolare in alcune scelte di inquadrature. Quello che si apprezza del film è l’amore che Lellouche prova per i suoi personaggi, e la forza che tutti loro trasmettono: chi riesce a rendere fiera la propria figlia, chi riesce a stabilizzare il rapporto con la propria madre, e chi riesce a ritrovare il sentimento perduto con la propria moglie.

Insomma, un appiglio può salvare la vita, come nel caso del nuoto sincronizzato, e può insegnarci a venire al dialogo con i nostri demoni dimostrandogli di essere più forti, anche quando si ha la nomina di falliti, come nel caso del protagonista, di burbero, o di stupido. 7 uomini a mollo ci insegna a farcela.

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