di Lorenzo Bagnato

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Scavare fossati, nutrire coccodrilli, questo il titolo della mostra dedicata a Zerocalcare in esposizione al MAXXI di Roma fino al 10 marzo 2019.

Le tavole di uno dei maggiori fumettisti italiani contemporanei sono accompagnate da descrizioni di avvenimenti anno per anno; mano a mano che la carriera dell’artista proseguiva. Si va dal 1998, quando Ocalan chiedeva asilo politico all’Italia fino al 2018, vent’anni dopo, quando Zerocalcare appariva sulla copertina dell’Espresso prendendo parte ad un dialogo con Michela Murgia sulla militanza politica.

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E’ possibile, dunque, vedere l’evoluzione artistica ed ideologica del fumettista, che da semplice disegnatore di manifesti per i concerti punk è diventato uno dei punti di riferimento della sinistra italiana odierna; che fatica a trovare una rappresentanza politica forte ed unitaria. Eppure nelle tavole di Zerocalcare non è direttamente affrontato alcun discorso politico, tantomeno ideologico. I suoi disegni sono rappresentativi di un microcosmo giovanile completamente distaccato dalle vecchie generazioni. Michele Rech – il vero nome di Zerocalcare – è cresciuto con Star Wars ed I Cavalieri dello Zodiaco, in una Roma ricca ma indifferente; che affondava sempre più nel degrado causato dalla negligenza di una classe dirigente sempre più populista. Ed è qui che è possibile leggere un discorso politico; nel sottotesto trattato con fine umorismo ed intelligente ironia.

Eppure, come scrive l’ex direttore di Repubblica Ezio Mauro: “Non si può spiegare ogni cosa precipitando nel pozzo del fascismo risorgente. Il regime non c’è; le garanzie costituzionali rimangono intatte.”. L’intento di Mauro non è criticare Zerocalcare in sé, quanto tutti coloro che lo elevano a martire comunista quando, in realtà. è solo un bravissimo disegnatore dalle idee politiche molto chiare.

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