Un Piccolo Favore finisce dritto nella flop 10 dell’anno

di Lorenzo Bagnato

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Mentre il 2018 volge al termine, tutti i cinefili del mondo si apprestano a stilare la lista dei migliori e peggiori film dell’annata appena passata. E quando tutto sembrava concluso; quando ormai ci stavamo preparando per le promettenti uscite del 2019, ecco che il 2018 sferza un ultimo colpo.

Che Un Piccolo Favore non fosse altro che una commediucola senza pretese era perfettamente intuibile dal trailer. Il regista Paul Feig, inoltre, ha acquisito fama proprio grazie a pellicole di questo genere; dirigendo film come Le amiche della sposa, Spy e Ghostbusters (no, non l’originale del 1984, ma il reboot al femminile del 2016 la cui utilità è ancora in fase di ricerca). L’assenza di pretese autoriali, però, non giustifica la realizzazione blanda di un prodotto. Troppo spesso, infatti, si tende a confondere il termine “commedia” con “pressappochismo”, quando quello in questione è forse il genere che necessita più cure da parte di chi lo crea.

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E la delusione risulta ancor più grande in quanto la storia poteva anche risultare interessante: Stephanie (Anna Kendrick) è una mamma single che cerca di scoprire la verità dietro la scomparsa della sua migliore amica Emily (Blake Lively), il cui passato si rivelerà sempre più oscuro mano a mano che il film prosegue. La pellicola, però, si perde in una trama confusionaria e terribilmente irrealistica. Seguire gli svolgimenti della vicenda risulta sempre più faticoso e il finale, per quanto sconclusionato, arriva come una boccata d’aria fresca dopo quasi due ore di asfissia, generata tra l’altro da ridicoli dialoghi al limite dell’imbarazzo.

Un Piccolo Favore, in sostanza, è una bruttissima copia di Gone Girl (diretto da David Fincher nel 2014), film da cui Paul Feig ha chiaramente preso ispirazione cercando di portarlo in una dimensione comica senza però essere in grado, come lo è stato Fincher, di gestire intrecci narrativi così complessi.

E di Gone Girl non possiede neanche un briciolo della messa in scena minuziosa e ponderata; risultando invece in un piattume senza alcuna personalità. Fotografia patinata e regia sciapa concludono il giudizio di un film da dimenticare senza alcun rimorso.

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