Il testimone invisibile: storia di un uomo e dei suoi segreti inconfessabili

di Francesco Amato

outout1 (8).jpg

Dopo il successo ottenuto due anni fa con Pericle il nero, Stefano Mordini e Riccardo Scamarcio tornano insieme al cinema ne Il testimone invisibile, remake di Contratiempo, film spagnolo diretto da Oriol Paulo.

Il film racconta la storia di un ricco di Adriano Doria (Riccardo Scamarcio), un ricco imprenditore che si risveglia in una camera di hotel accanto al corpo senza vita della sua amante Laura (Miriam Leone). Accusato dell’omicidio della ragazza, si dichiara però innocente. Per difendersi in tribunale, incarica la penalista Virginia Ferrara (Maria Paiato), famosa per non aver mai perso una sola causa. Ad Adriano non rimangono altro che tre ore per dimostrare la sua innocenza, ma la scoperta di un testimone chiave complica le cose.

outout2 (7).jpg

Stefano Mordini riesce perfettamente a portare sullo schermo un thriller pieno di colpi di scena, di verità nascoste che vengono a galla e personaggi interessanti.

Il testimone invisibile gioca sulle verità nascoste, sui segreti inconfessabili di un uomo che non ha alcun tipo di morale e che, costretto a rivelare tutta la verità al suo avvocato, fa uscire fuori tutto ciò che di sbagliato ci possa essere nella sua vita. Scamarcio sembra perfetto per questo ruolo, facendo percepire perfettamente tutto il menefreghismo di Adriano Doria, che neanche per un secondo si preoccupa della morte della sua amante, ma pensa soltanto a salvarsi dalla condanna.

Andando avanti con la storia però, ci rendiamo conto di come tutti abbiano segreti nascosti e pericolosi, come la sua amante, Laura, una donna bellissima che conquista tutti con un solo sguardo, tanto piena di fascino quanto di mistero. L’unico personaggio davvero positivo sembra essere l’avvocato Ferrara, donna dura e dalle capacità incredibili, che però, con il passare dei minuti, dimostra anche lei di essere un personaggio “grigio”, con buone intenzioni si, ma pronta a fare di tutto pur di vincere una causa.

outout3 (8).jpg

Dal punto di vista tecnico, Mordini risulta impeccabile dal punto di vista tecnico, con una regia posata che non distoglie mai lo sguardo dello spettatore dai personaggi, che sono il vero fulcro della storia. Anche la fotografia di  Luigi Martinucci, che gioca sempre sul contrasto tra i toni bianchi e neri, fa risaltare il doppio carattere di ogni personaggio.

È tutto qui il vero significato del film, che ci porta a pensare su chi sia buono e chi sia cattivo, per poi farci capire come tutti siano semplicemente un po’ l’uno e un po’ l’altro, ognuno con le sue verità e i suoi segreti inconfessabili.

Rispondi