Un legame oltre la specie: Alpha – Un’amicizia forte come la vita

di Laura Pozzi

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Togli la vita per far vivere la tribù”. Il giovane Keda (Kodi Smit-McPhee) ragazzino preistorico di 20 mila anni fa è ormai pronto a compiere il grande salto nell’età adulta, o almeno questo è ciò che crede suo padre un burbero capotribù più che mai convinto a lasciare le sorti della sua gente nelle mani del titubante ragazzo.

Quando si tratta di cacciare però, il giovane dimostra animo sensibile e poca fede nei dogmi paterni, tanto che  l’inaspettata empatia con la preda di turno si rivelerà fatale. Durante una battuta di caccia ai bisonti, Keda sarà ancora una volta vittima delle proprie emozioni che lo condurranno nel fondo di un crepaccio stremato, ferito e drammaticamente creduto morto da tutti. Lasciato in balia di una natura minacciosa e selvaggia, troverà la sua ancora di salvezza e il suo alter ego in Alpha un lupo da lui stesso colpito con il quale instaurerà un rapporto esclusivo, basato inizialmente sulla diffidenza, ma che evolverà successivamente in un profondo legame d’amicizia. La storia di Alpha è tutta qui, ma sarebbe un errore considerarlo semplicemente un film d’avventura adatto ai più piccoli.

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Certo il messaggio educativo celato al suo interno è un elemento da non sottovalutare, ma la pellicola di Albert Hughes alla fine si rivela avvincente per qualsiasi spettatore in cerca di buon intrattenimento, accompagnato magari da immagini acrobatiche e vertiginose su un’epoca poco affine con il grande schermo. Punti di forza di una storia a tratti incerta e inverosimile è lo scenario in cui si svolge il durissimo e impervio ritorno a casa dei due ardimentosi protagonisti: una natura ostile al massimo delle sue potenzialità, rappresentata nella totale interezza e depurata da qualsiasi segno di civiltà, capace di offenderla e deturparla in nome di un finto e malsano progresso. E un’amicizia nata sotto improbabili auspici, ma talmente forte e cerebrale da azzerare qualsiasi impulso di superiorità e prevaricazione. Keda ed Alpha pur appartenendo a due mondi apparentemente distanti, sono in primis due esseri viventi in grado di sostenersi e cooperare per un fine comune. Nessuna distinzione di specie, ma solo tanta ostinata determinazione e fiducia reciproca.

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E se il film riesce a tenere alta l’attenzione, nonostante dialoghi ridotti al minimo è proprio perché ad avere un ruolo centrale sono le azioni, i corpi feriti e i gesti estremi intrapresi per preservare una sopravvivenza messa costantemente a dura prova. Senza dimenticare la piacevole sorpresa finale che restituisce armonia e calore ad una storia tormentata dall’esito quasi scontato. Diciamo quasi perché  se è vero che alla fine tutto risulta un po’ risaputo è altrettanto vero che Hughes sa trasmettere e comunicare il già visto in modo inaspettatamente originale. Insomma un’opera non certo memorabile, ma garbata e coinvolgente al punto giusto edulcorata dal buonismo di fondo tipico del periodo natalizio.

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