di Lorenzo Bagnato

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Ebbene si: secondo un sondaggio dell’Hollywood Reporter, Ritorno al futuro è il film che gli appassionati di cinema più vorrebbero vedere ritornare sotto forma di reboot. La pellicola, diretta nel 1985 da Robert Zemeckis a cui sono seguiti due seguiti nel 1989 e 1990, é apparentemente molto amata anche dal pubblico giovane; che però, come ha ricordato Sean Chuckle: “Potete guardarlo quando vi pare, é questa la magia del cinema.”.

Alla notizia, infatti, non sono mancate aspre critiche da parte di alcune personalità televisive e cinematografiche; tra cui Evan Rachel Wood, Dan Saffer e Tanner Thomason, il quale ha descritto su Twitter il film originale come “L’unica cosa veramente perfetta al mondo” e che non vorrebbe vedere un reebot “neanche in un milione di anni.”. Lo stesso Zemeckis si è definito contrario al progetto, asserendo che finché vivrà una cosa simile non vedrà mai la luce.

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La vicenda, però, offre interessanti spunti di riflessione. È ormai uso comune pensate che Hollywood abbia esaurito le idee e non faccia altro che campare sui successi del passato. Il sondaggio di Hollywood Reporter, però, testimonia come in realtà sia lo stesso pubblico a non volere nulla di nuovo da guardare; forse perché troppo attaccati al passato oppure perché trovano troppo faticoso fagocitare nuove emozioni. Che il cinema sia destinato a finire come il teatro? Ovvero semplici repliche sempre degli stessi, antichissimi copioni? É pur vero che il teatro é molto più vecchio del cinema, e la tendenza a rifare le stesse cose è presente pressoché in ogni arte; basti pensare agli episodi biblici su cui sono stati fatti centinaia di quadri o, più semplicemente, alle cover di canzoni storiche.

In sostanza, la ripetizione può fare anche bene ma, come tutte le cose, va usata con moderazione; cosa che ad Hollywood sembra mancare.

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