di Francesco Amato

outout1 (6).jpg

Dopo aver ottenuto la notorietà nel mondo del cinema italiano come attori di film di successo, Valerio Mastandrea debutta nel ruolo di regista con Ride.

Il film è ambientato in un piccolo paese in riva al mare che, dopo la morte di un uomo rispettato e ammirato da tutti, si prepara alla celebrazione del suo funerale. Sua moglie però, Carolina, seppure affranta dal lutto, non riesce ad esprimere le sue emozioni, rimanendo completamente impassibile.

outout2 (5).jpg

Tutto il film girerà intorno alla grottesca voglia dei paesani, di assistere ad un funerale con una vedova in lacrime e devastata dal dolore. Carolina quindi, per non deludere nessuno, dovrà trovare il “modo” di apparire come gli altri vorrebbero che sia.

Mastandrea alla regia cerca di unire questi due elementi, il tragico e il comico, per criticare la società nella quale viviamo. Tutto il paese, infatti, nonostante si unisca attorno alla famiglia del defunto, lo fa unicamente per assistere allo “show” del dolore. Tutti infatti, sembra vogliano solo assistere al dolore che la famiglia sta affrontando, come se fosse un macabro spettacolo da gustarsi al cinema.

Nonostante delle ottime idee, il film non riesce però a trasmettere al meglio quel che voleva dire. Forse a causa della poca esperienza come regista, in alcune sequenze Mastandrea si perde in virtuosismi inutili e dialoghi, a volte, troppo ricercati.

C’è da dire però che, nonostante i difetti, Ride sia comunque un’opera prima interessante e che merita una visione al cinema, sperando poi che nei suoi prossimi film Mastandrea possa migliorare e proporre film ancora più interessanti.

Rispondi