di Laura Pozzi

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Si è appena conclusa al cinema Aquila di Roma la XVII edizione del RIFF – Rome Independent Film Festival che dal 16 al 23 ottobre ha ospitato nelle proprie sale oltre 25 anteprime mondiali, 10 anteprime europee e oltre 90 opere in anteprima italiana. La giuria ha decretato come miglior film nella sezione lungometraggi la pellicola d’apertura We dell’olandese Rene Eller.

L’avvincente dramma tratto dal controverso romanzo Wij di Elvis Peeter racconta in modo efficace la spregiudicata estate di otto adolescenti ribelli che si dedicano via via a giochi sessuali sempre più spinti fino a precipitare in un mondo senza regole oscuro e violento. Per l’interpretazione femminile una menzione speciale è andata ad Alina Serban, protagonista di Alone at my weeding di Marta Bergman dove interpreta Pamela una giovane rom diversa da tutte le altre che vivono nella stessa comunità. Grazie alla potenza e alla sensibilità della sua interpretazione l’attrice riesce a trasmettere allo spettatore tutte le emozioni provate evitando qualsiasi distrazione dalla storia narrata. Menzione speciale per la sceneggiatura è andata a Enrique Castro Rios per il film Decembers che grazie ad una scrittura originale riesce a raccontare in modo impeccabile la stessa storia da tre ottiche diverse.

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Lo script ruota intorno all’invasione americana di Panama nel 1989 e alla riconciliazione tra i sopravvissuti un decennio dopo. Il premio al miglior Documentario Italiano e internazionale ha visto da quest’anno l’assegnazione da parte della giuria popolare. Per la categoria documentari italiani hanno vinto ex equo Amaranto di Emanuela Moroni e Manuela Cannone e The Fifth Sun di Cristiana Pecci e Matteo Maggi. Nel primo si racconta attraverso le storie di cinque personaggi diversissimi fra loro la difficoltà di affrontare le emergenze sempre nuove dettate dalla società contemporanea, mentre il secondo è un documentario sulla Wanderlust ossia l’irresistibile e innarrestabile desiderio di vagabondare da ricercare per alcuni nel gene DRD4, per altri invece è semplicemente un dono da assecondare. Eccoci quindi sulle tracce di Panu un viaggiatore finlandese che i due registi decidono di seguire dalla Finlandia all’Australia rincorrendo un’eclissi totale di sole. Non tutto andrà come previsto.

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Sul fronte dei Documentari internazionali ha trionfato This is Love di John Alexander, basato sulla vita dell’oscuro e misconosciuto Rudy Love cantante soul autore di uno dei brani più suonati della storia della musica. La sua figura riemerge grazie alle testimonianze di George Clinton e Jay Z che svelano un eroe non celebrato del soul. Per la sezione Corti Italiani ha vinto Aleksia  di Loris Di Pasquale incentrato sulle inquietudini adolescenziali di una maternità non voluta. Altra menzione speciale a Per Sempre di Alessio Di Cosimo con protagonista Lou Castel nei panni di un vecchio pittore solitario che vive in una piccola casa di fronte al mare dove la sua routine mattutina si spezza in un giorno speciale e importante che rappresenta per lui la sua unica ragione di vita. Per la sezione Corti Internazionali il premio è stato assegnato a In the name of the Strawberry the Chocolate and the Holy Spirit di Karla Lulic con protagonista un sacerdote capace di mettere in discussione la propria fede pur di soddisfare un’improvvisa e incontenibile voglia di gelato. La sezione Cortometraggi realizzati dagli studenti ha visto il trionfo di Croste di Polenta realizzato da Emanuele Bonomi e ambientato nel Sud Tirolo del 1915 dove due ragazzi faranno di tutto per disertare l’imminente chiamata alle armi. Un racconto sull’innocenza perduta, le tradizioni perdute e le scelte che irrimediabilmente cambiano il  destino. Per finire nella sezione Corti di Animazione segnaliamo Cat Noir di O’Neil Burgi con protagonisti una lettera, un cuore spezzato, il rumore della pioggia, un gatto nero e un piano. Per la sezione Sceneggiature di Lungometraggio ha vinto Tra le righe di Emanuela Mascherini, per la sezione Sceneggiature di Cortometraggio Il gioco di Francesco Rizzo e per la sezione Soggetti Cinematografici Pensionat di Tania Innamorati.

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