Vecchio Cinema Paradiso

di Lorenzo Bagnato

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50 anni per 2001: Odissea nello spazio, Il Pianeta delle Scimmie e Rosemary’s Baby, 40 anni per Animal House, 20 anni per Il Grande Lebowski e, per giunta, Ennio Morricone ha soffiato 90 candeline qualche settimana fa. Il grande compositore, inoltre, condivide la torta di compleanno anche un’altra pietra miliare del cinema italiano: Nuovo Cinema Paradiso, uscito il 17 novembre del 1988, che compie dunque trent’anni esatti. Il 2018 pare essere una specie di “Album di famiglia” per tutti i cinefili del mondo, e Nuovo Cinema Paradiso è certamente la pagina più nostalgica.

Diretto da Giuseppe Tornatore e vincitore dell’Oscar al Miglior Film Straniero nel 1990, il film ricevette un’accoglienza freddissima all’uscita, sia dal pubblico che dalla critica. Tornatore fu costretto a tagliare più di mezz’ora dal montato originale, per poi riproporlo al pubblico italiano poco meno di un anno dopo la prima release. Fu così che il film ottenne un successo enorme sia in patria che all’estero; segnando uno degli ultimi capitoli del morente cinema italiano.

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Ed è proprio alla gloriosa filmografia nostrana a cui Nuovo Cinema Paradiso si rivolge. Il film di Tornatore è più di un semplice omaggio, è un atto d’amore verso un vecchio padre un tempo energico ma ormai agli sgoccioli delle proprie forze. In questo senso si può parlare di “film autobiografico”, perché Tornatore mette nei panni di Salvatore, il protagonista del film, i propri sogni ed i propri drammi; che convergono e divergono dal Cinema utilizzandolo, però, sempre come punto di riferimento.

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Nuovo Cinema Paradiso, con il senno di poi, è il testamento artistico non voluto del cinema classico (italiano e non), la cui forza nostalgica non si basa solo sui suoi rimandi ai capolavori del passato; ma anche sull’essere un capolavoro egli stesso e che quindi, per usare una frase fatta, “Non piange perché è finito, ma sorride perché è successo.”.

E questo sorridere, questo disperato canto del cigno sulla dolce melodia di Morricone, è così commovente da lasciare i propri strascichi ancora oggi, trent’anni dopo.

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