Il cretino ha spodestato il diamante: parola di Fruttero &Lucentini, è “per sempre”

di Roberta Maciocci

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Per introdurre il tema della banalità, dei luoghi comuni e della presenza in ogni epoca storica della figura immarcescibile del “cretino”, non potevamo che utilizzare uno slogan datato riprendendo il titolo del libro costruito dalla figlia di Carlo Fruttero, Carlotta. Il cretino è per sempre, Oscar Mondadori, appena presentato a Milano. Una collezione di perle dei sagaci Carlo Fruttero e Franco Lucentini.

Dopo quella che fu definita “la Trilogia del cretino”, composta da tre gustosi e puntuali volumetti, rispettivamente La prevalenza del cretino (1985), La manutenzione del sorriso (1988) e Il ritorno del cretino (1992), Il cretino è per sempre è una raccolta di chicche di un ventennio di attività della famosa coppia. In omaggio, insieme alla collezione curata da Carlotta Fruttero, un brillante, come sempre racconto: Le istruzioni per l’uso dell’Italia, destinate ad un lettore/turista tipo di nazionalità tedesca, un inedito scritto nel 1997.

il cretino è per sempre 1.jpgMa chi è, di fatto, il cretino per antonomasia, secondo i due? Dai libri precedenti l’identikit che si evince del cretino secondo F&L corrisponderebbe ad una versione prima 2.0 poi 3.0 di colui che una volta si sarebbe etichettato di base come “qualunquista”, con sfumature di lamentoso, infantile e banale. Il soggetto che la farebbe da padrone a un’ipotetica Saga delle ovvietà.

Qualsiasi cosa gli succeda o accada nella società non è mai sua responsabilità: suddivide i suoi consimili in categorie stereotipate, in ruoli standardizzati, non prendendosi minimamente carico di partecipazione alla collettività, rimpiangendo o criticando agli estremi il passato. Portatore insano della scontatezza in pillole, si lamenta in continuazione e senza muovere paglia di inefficienze altrui, incapacità, impreparazione, sempre e solo degli altri assurgendosi, da incapace vero, a giudice. Un po’ come succede tutti i lunedì dopo la domenica post-campionato, quando gli inesperti di calcio, in particolare, diventano tutti DT. O quando, dopo le elezioni politiche, alle quali hanno partecipato come cittadini votanti, rimpiangono i vari “quando c’era lui” o lamentano mancanza di democrazia. Non contribuendo peraltro, neanche nel quotidiano, a un auspicato miglioramento della società.

Cretini ex machina, insomma.

Curiosi di leggerlo, questo libro: sperando di non dovercisi riscontrare o, qualora così fosse, impegnandoci a fare un po’ di sana autocritica.

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