Quando manca il colpo di genio: Morto in una settimana o ti ridiamo i soldi

di Lorenzo Bagnato

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Ad ascoltare la trama di Morto in una settimana o ti ridiamo i soldi chiunque si aspetterebbe un prodotto decisamente ben riuscito. William (Aneurin Barnard), ragazzo sulla ventina disilluso e depresso, ha ormai deciso di farla finita con la vita solo che… non ci riesce. Non perchè all’ultimo cambi idea, ma perchè ogni singola volta accade qualcosa che gli impedisce il gesto estremo.

Gli viene così in soccorso Leslie (Tom Wilkinson), assassino professionista, che viene ingaggiato dal ragazzo per ucciderlo entro una settimana. Ma sarà proprio in quei giorni che William finalmente troverà una ragione per vivere, ottenendo un’occasione per pubblicare il suo libro ed incontrando Ellie (Freya Mavor); ragazza con cui scoprirà di avere molto in comune. Il film andrà poi avanti con situazioni sempre più grottesche fino al confusionario ma spiazzante finale.

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Nonostante, dunque, l’idea sia originale ed interessante, il film fatica a decollare. Non che non ci provi, certo; eppure sembra che manchi sempre quel pizzico di ironia in più. Tutto, dai dialoghi ai personaggi, è sciapo e non consegue alla massima soddisfazione dello spettatore. E’ un peccato perchè di fatto il film è ben realizzato. La regia e fotografia sono quadrate, seppure decisamente anonime, e gli attori danno il meglio di loro stessi; limitati però dalla moscezza dei dialoghi.

Morto in una settimana o ti ridiamo i soldi, in sostanza, è una commedia che non fa ridere, ma si salva dall’essere inguardabile solo grazie al soggetto ben costruito. La pellicola, però, finisce nella peggiore categoria cinematografica esistente: quei film che non verranno ricordati nè per la loro bellezza nè per la loro bruttezza e passeranno inosservati “come lacrime nella pioggia”.

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