di Valerio Serafini

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A Private War è il nuovo film del regista Matthew Heineman che racconta la storia di Marie Colvin, reporter di guerra pluripremiata del “Sunday Times”, e delle nefaste visioni che la affliggono mentalmente a causa del suo lavoro.

La mancanza di stabilità emotiva, i continui spostamenti da un fronte di guerra ad un altro, hanno affetto in maniera irreversibile la psiche della celebre e intrepida reporter di guerra Marie Colvin (Rosamund Pike), la quale, nonostante le innumerevoli volte in cui ha rischiato di perdere la vita, e anche dopo aver perso un occhio nello Sri Lanka, non ha mai smesso di documentare gli orrori della guerra. Proprio questo aspetto del mestiere, ossia la persistenza ossessiva nel continuare ad esporsi al rischio di morte per un fine più alto, quale è quello della verità, è ciò che interessa al regista Matthew Heineman, come si evince dalle sue parole al riguardo dello scopo della pellicola: “alcuni dicono che i reporter di guerra diventano dipendenti dalla guerra, e lei non ha fatto eccezione. Per me, A Private War è una lettera d’amore al giornalismo e un omaggio alla Colvin, che ha rischiato di continuo la sua vita lottando per raccontare verità difficili.”

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A Private War è, dunque, un’apologia del giornalismo di guerra e degli eroi che lo praticano, i quali, tuttavia, non cessano di essere umani, anzi, si portano più vicino al limite dell’umanità di chiunque altro, commettendo, a volte, l’errore di inciampare su quel confine e perdere la vita, o la serenità, prematuramente e con grande facilità.

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