Scary novels, supercreep(ypasta): i racconti “di paura” sono caduti nella rete

di Roberta Maciocci

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Scary monsters, supercreeps” cantava David Bowie. E qui proprio di mostri e brividi vogliamo parlare. Vale a dire del fenomeno dei Creepypasta.

Non siamo noi a descrivere la provenienza del termine, ma l’Autorevolezza per antonomasia, vale a dire l’Accademia della Crusca. Per Creepypasta, parafrasando la dotta istituzione, si intende quella categoria di racconti o aneddoti brevi, di genere horror, pubblicata su siti internet, forum e blog: su molteplici media virtuali insomma, anche contemporaneamente.

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La parola deriva dalla contrazione e la rielaborazione di due termini inglesi, copy e paste, il nostro “copia e incolla”, data la ripetitività della pubblicazione dei racconti. Voce che si è evoluta – dato il genere –  in creepy (spaventoso, raccapricciante, pauroso etc.) più paste, per poi arrivare alla forma attuale, spiritosa e riferita al cibo italiano come un condimento, un mash up, una mescola.

Si tratta spesso anche di racconti per bambini, come quelli avente per protagonista L’Uomo Nero, ed altri mostri non appartenenti alla tradizione: quelli che ci terrorizzavano, ma dai quali eravamo allo stesso tempo attratti. Solo che i mezzi di trasmissione sono cambiati: non più libri di favole infestati di fantasmi come le relative dimore descritte, e letti con la luce accesa che poi, difficilmente, avevamo il coraggio di spegnere. Né racconti inventati da genitori o nonni, che dopo aver “fatto il danno” di averci amorevolmente spaventati dovevano spendere ancor più fantasia per rassicurarci.

Storie paurose fluttuanti nel web, che è la rete, ma anche la ragnatela. Una componente indispensabile per le ambientazioni spettrali e terrificanti: magari corredata da un bel ragnone che ti fissa con gli occhi rossi e luccicanti.

La fantasia e i mostri innocui, quelli narrativi e non reali, siano sempre e comunque benvenuti. In questo caso sotto forma di primo piatto? Perfetto: un bel timballo, o una pastasciutta cotta a fuoco lento nel calderone delle streghe non fanno ingrassare di certo: le calorie si bruciano facilmente quando si scappa via per la paura!

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