Mani Rosse: una storia di adolescenti e violenza

di Cristina Cuccuru

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Quello degli adolescenti è un mondo complicato, ognuno lo vive nel proprio personalissimo modo e quando si cresce a volte si rischia di non ricordarsi più tanto bene quel periodo della nostra vita, rendendoci così difficile la comprensione della generazione successiva. Questo fa sì che a volte gli adolescenti stessi non riescano a trovare negli adulti il supporto a loro necessario.

Questo è l’obiettivo di Mani Rosse, un progetto ideato da Francesco De Filippi che ha richiesto tanto lavoro e tante risorse. Il mediometraggio (la durata è di 30 minuti) è infatti realizzato con un mix di tecniche tra cui quella della stop-motion, che necessità di un budget di una certa importanza. Il budget è stato coperto grazie alla concessione di fondi europei e ad un’iniziativa di crowdfounding, che hanno così permesso al progetto di vedere finalmente la luce dopo 9 lunghi anni.

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Ernesto, un ragazzino di dodici anni, scopre un giorno dei particolari murales rossi, realizzati da Luna, una ragazza quattordicenne che ha il potere di emettere dalle mani un liquido rosso che le permette di realizzare i disegni. La natura di questo potere nasconde però una crudele verità, quella di una vita fatta solo di violenza. A questo punto Ernesto farà ricorso a tutto il suo coraggio per riuscire a salvare l’amica.

L’intento del progetto è quello di offrire agli adolescenti una guida e un punto di riferimento a cui appoggiarsi quando il loro mondo sembra crollargli addosso e nessuna soluzione sembra trovarsi per raggiungere la serenità. Dunque non un mero intrattenimento giovanile (come spesso si propone nel mercato cinematografico), bensì uno spunto di riflessione che possa portare verso una crescita personale e ad una migliore comprensione degli altri.

Presentato alla Festa del Cinema di Roma, nella sezione “Alice nella Città”, per il film sembra essere previsto un lancio su RaiPlay, con una prima diretta su Rai 3 e successivamente, in seconda serata, su Rai Gulp.

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