Hunter killer: pericolo di una guerra subacquea

di Serena Valente

image.jpg

Ci immergiamo nelle profondità del Mar Glaciale Artico con Hunter Killer: il nuovo film diretto da Donovan Marsh, tratto dal romanzo Firing Point. Joe Glass (Gerard Butler), capitano di un sottomarino americano, è in missione alla ricerca di un sottomarino statunitense scomparso.

Sotto le superfici marine però, insieme al suo equipaggio, scoprirà che la guerra fredda non è mai veramente finita: sottomarini nucleari americani e russi si alternano in quelle acque con il costante timore di un attacco improvviso. Alla notizia di un’altra sparizione, questa volta russa, alcuni militari americani vengono inviati in quelle terre per capire cosa stia succedendo. Arriveranno in tempo per vedere un segreto colpo di stato russo in atto, che potrebbe mettere in pericolo le sorti dell’ordine mondiale. Il capitano Glass, con l’aiuto dei militari inviati in Russia, dovrà recuperare il presidente russo tenuto in ostaggio infiltrandosi nelle acque nemiche, impedendo così la terza guerra mondiale.

hunter-killer-caccia-negli-abissi-9007.jpg

Donovan Marsh riesce a farci immergere insieme all’equipaggio, e a farci vivere con loro la paura di una potenziale guerra. Ma non è solo questa l’emozione che si prova guardando il film: una buona suspense riesce a tenerci incollati allo schermo, nonostante i dialoghi siano essenziali, quasi banali. La recitazione non è entusiasmante, come la fotografia, ma unite insieme queste due caratteristiche riescono a donare al film un senso di claustrofobia vincente, e passarla allo spettatore che difficilmente staccherà gli occhi dallo schermo. il problema però nel quale sarebbe potuto inciampare Marsh era quello di fare, come spesso accade per questo genere, un film “di parte”, ovvero schierato palesemente verso una parte. Tenendo conto che il film sia stato ripreso da un libro, questa cosa non accade, ma anzi vediamo bene come il pericolo di una nuova guerra spaventi entrambe le parti, come sempre alimenta gli interessi politici ed economici di entrambi, senza puntare il dito contro una nazione in particolare.

Rispondi