Shirin Neshat torna dietro la macchina da presa con un nuovo film

di Luca Ingravalle

Shirin Neshat Out Out Megazine 2.jpg

Era la 66° edizione del Festival del Cinema di Venezia quando la regista iraniana Shirin Nashat trionfò con il suo primo lungometraggio Donne Senza Uomini vincendo il Leone d’Argento e i cuori della giuria nella medesima edizione.

Prima di infiammare i cinema di tutto il mondo, la voce di Neshat aveva già avuto modo di risuonare nel campo del visivo e della fotografia; è sua infatti la firma di diversi progetti fotografici e visivi quali Shadow Under The Web (1997), Turbulent (1998), Rapture e Soliloquy (1999).

Tutte forme di espressione di un’artista la cui necessità primaria è ed è stata, per anni, quella di raccontare la condizione della  donna immersa in un mondo troppe volte a lei ostile, come quello islamico.

Shirin Neshat Out Out Megazine 3.jpg

E’ questo l’oggetto di Uomini Senza Donne, pellicola fortemente connessa alle radici della sua regista, che illustra le conseguenze del Colpo di Stato a Teheran nell’estate del 1953 appoggiato dagli Americani e dagli Inglesi che portò alla restaurazione al potere dello Scià, attraverso gli occhi e i destini di quattro donne differenti.

Nella settimana appena trascorsa, Nashat è stata protagonista a Videocittà, rassegna ideata da Francesco Rutelli, con il suo nuovo progetto cinematografico: Looking For Oum Kulthum. Il film segue le vicende di Oum Kulthum, un’icona nel panorama musicale egiziano nata nel 1900 e scomparsa nel 1975.

Sono trascorsi quasi dieci anni perché la pellicola venisse girata eppure la regista sembra essere inarrestabile. Durante la rassegna, Neshat ha infatti dichiarato di essere già al lavoro sul suo terzo lungometraggio che narrerà la storia di una giovane donna iraniana residente in America. La regista non esclude che il film potrebbe essere ultimato per la fine del 2019.

Rispondi