di Chiara Maciocci

2018-10-25 20.17.25.png

Presentato alla Festa del Cinema di Roma, Monsters and Men è il primo lungometraggio da regista del newyorkese Reinaldo Marcus Green; prendendo le mosse dall’uccisione, dopo una lite con le forze dell’ordine a Brooklyn, di un uomo di colore disarmato, il film si sviluppa in profondità a sviscerare i legami di una comunità unita e il suo destino di odio e violenza, sotto il filo conduttore dell’opposizione costante all’abusante polizia statunitense.

L’episodio dell’uccisione notturna, inoltre, coinvolgerà persone disparate, dagli ufficiali del distretto di polizia, a un testimone oculare che ha ripreso il tutto con il suo cellulare, a un giovane studente promessa del baseball: attraverso i loro occhi, l’indagine sulle tensioni razziali arriverà a noi, mostrandocisi, infine, nelle sue sfaccettature e complessità dissonanti.

2018-10-25 20.19.22.png

Come è affermato dallo stesso regista: “L’indignazione pubblica si è trasformata in una serie di preoccupazioni più ampie sulla sorveglianza e sugli abusi della polizia. I rapporti tra la polizia e la comunità si sono deteriorati. Alla luce di questi eventi, credo ci sia un urgente bisogno di focalizzarsi sul tema della schedatura per razza in America. È un problema che pesa molto sulla mia coscienza di regista e di essere umano. Questa storia non riguarda la condanna degli agenti di polizia o delle forze dell’ordine, né la formulazione di facili conclusioni su cosa sia giustoe cosa sia sbagliato. Riguarda invece linstaurazione di un nuovo dialogo: sulle forze dellordine, sulla comunità, e sulla violenza razziale in America.

Monsters and Men è dunque un’indagine sociale sulla dignità umana, la quale cerca di costruirsi un luogo d’esistenza di contro a pregiudizi razziali, xenofobi e mortificanti; nel turbinio di immagini che ci è dato di guardare durante lo svolgersi del film, esso ci indica una strada dove l’odio, un giorno forse, non avrà modo di irradiare le sue terribili radici.

Rispondi