di Chiara Maciocci

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In concorso alla Festa del Cinema di Roma, Before the Frost è l’ultimo film del regista danese Michael Noer, narrante la vicenda del vecchio contadino Jens che, nella Danimarca del 1850, dovrà sacrificare ciò che ha di più caro affinché la sua famiglia sopravviva al rigido inverno che si prospetta. In un’atmosfera cupa, rispecchiante le scelte difficili che questo padre di famiglia dovrà intraprendere, ha luogo una storia di compromesso e perdita, rinuncia e ambizione, povertà e, in ultimo, speranza in una vita migliore.

È lo stesso regista a raccontare il suo punto di vista sulla storia rappresentata:Sono padre di due bambini, perciò so bene che un genitore è capace di fare di tutto per i propri figli. Allo stesso tempo, so anche quanto rapidamente si diventa ambiziosi per conto dei nostri figli: ma si tratta di miei sogni o è qualcosa che faccio nel loro interesse? In questo modo mi rivedo nelle motivazioni e nei sogni di Jens, ma credo anche che il film, raccontando il nostro passato, si ricolleghi ai giorni nostri: viviamo in un periodo di scontri culturali, dove spesso ci si interroga su noi e loro, i danesi e gli immigrati. Ma non è necessario cercare tanto lontano nei libri di storia per trovare matrimoni combinati come parte della vita quotidiana in Danimarca, in un mondo in cui era necessario sopravvivere ancor prima che vivere, e in cui un matrimonio legava non solo due persone ma intere famiglie.

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Diretto con piglio documentaristico e neutrale, Before the Frost parla di un passato che sempre si fa rivivere nelle scelte del presente, facendoci riflettere su ciò che significa sacrificarsi per portare avanti, tra avversità e ostacoli di ogni sorta, la prospettiva di un mondo umano, condiviso con chi si ama.

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