di Chiara Maciocci

2018-10-24 15.06.43.png

Presentato in concorso alla Festa del Cinema di Roma, Hermanos, diretto dal regista Pablo González, è un film sull’ineluttabilità del destino, sull’insostituibilità di quei legami a cui siamo stati vincolati, da sempre e per sempre, e sull’inevitabilità della violenza a cui questi possono costringere.

Il protagonista, Federico Fierro, tornato a casa dopo aver scontato sette anni in prigione per una rapina finita male, e in procinto di iniziare una vita normale lavorando in miniera, pure si accorgerà che alla violenza, a cui la sua famiglia (e, nello specifico, il fratello Ramiro) è condannata da un’oggettività implacabile, non può essere fuggita. Così, mentre lui e il fratello cercheranno in tutti i modi di salvarsi e salvare la propria famiglia, l’odio, il crimine e l’efferatezza li trascineranno in un vortice che li inghiottirà sempre di più.

2018-10-24 15.07.17.png

Il regista González ha affermato: “In Hermanos, ho cercato di esplorare la tragica relazione tra i legami di sangue e il destino. In questo film il concetto di destino muta la sua natura deterministica nell’idea che nessuno può scegliersi la famiglia, così come l’ambiente, in cui si cresce. Ereditiamo i legami di sangue come fardelli o benedizioni, ma mai come scelte. Nell’universo di Hermanos, la fratellanza non è altro che una condanna a vita che lentamente degenera in caos e violenza.

Perciò, Hermanos si configura come il racconto di una maledizione che, pur essendo combattuta con tutte le forze di cui è capace l’umano, non può lasciare la presa su ciò che è essenzialmente e radicalmente suo; e, nel far questo, essa mostra l’inamovibilità estrema di due potenze ormai sempre più spesso sottovalutate: i legami di sangue e il destino, inteso come ereditarietà di un contenuto mai facilmente aggirabile.

Rispondi