di Serena Valente

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Alessio Maria Federici torna in sala con la nuova commedia Uno di famiglia. Questa volta, al suo fianco nella sceneggiatura,  troviamo nomi noti nel panorama del cinema italiano: Andrea Garello (Smetto quando voglio) e Giacomo Ciarrapico (Boris).

Il film, scritto a sei mani, risulta piccante, a tratti irruento, un film che si fa beffe di tutto cercando di ironizzare anche sulle vicende che solitamente dovrebbero sensibilizzare. La storia è quella di Luca (Pietro Sermonti) un professore sottopagato di dizione. Un giorno per caso salva la vita ad un suo alunno, Mario (Moisè Curia), e da quel momento la sua vita prende un’altra piega: Mario fa parte di una potente famiglia malavitosa calabrese, i Serranò, che da quel momento si sentono in debito con Luca. Il professore viene così preso sotto la spalla di Peppino Serranò (Nino Frassica) il capo famiglia, e l’invadente e provocante zia Angela (Lucia Ocone). Luca non sembra voler rifiutare i “favori” della famiglia, ma anzi pare giovarne dati anche i suoi problemi economici. Chi invece sembra contrariata a questa nuova amicizia è la compagna Regina (Sara Felberbaum) che, anche se non d’accordo al nuovo stile di vita del compagno, cerca sempre di capirlo e andare oltre, e non viene descritta come il clichè della fidanzata gelosa.

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A cadere nel clichè è però il resto del film. La caratterizzazione dei personaggi è quasi inesistente, e la recitazione risulta piatta e monotona.  La comicità del film è basata su poche battute, alcune quasi riuscite ma altre spiazzanti e poco divertenti. Il che è un peccato, perché il cast non prometteva male, tantomeno i due sceneggiatori scelti da Federici. Ma la storia non è l’unico lato negativo del film. La fotografia è semplice per gran parte della pellicola, ma in alcuni momenti prende vita con slow motion che lasciano desiderare.

Tuttavia, il modo scelto dal regista di raccontarci la piaga della malavita a Roma, ha funzionato sotto alcuni versi. Anche se l’ironia non è pienamente riuscita ci ha raccontato come sia difficile oggi la vita delle persone oneste, sempre sotto scacco dei furbi, che scivolano, come nel caso del protagonista, nella tentazione della bella vita, che rimane quasi sempre un sogno per chi vuole tenere la coscienza pulita.

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