di Valerio Serafini

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Thomas Vinterberg, il creatore assieme a Lars von Trier del movimento cinematografico Dogma 95, si presenta alla Festa del Cinema di Roma 2018 con Kursk, una pellicola che parla della storia realmente accaduta all’equipaggio del sottomarino omonimo, con protagonisti Matthias Schoenaerts (Mikhail Kalekov), Léa Seydoux (Tanya Kalekov) e Colin Firth (David Russell).

Il 10 agosto del 2000, il sottomarino russo Kursk, due volte più grande di un jumbo jet e più lungo di due campi da calcio, intraprende un’esercitazione navale durante la quale, a seguito di due esplosioni interne, affonda. In questo modo comincia la tribolazione per i 23 marinai superstiti sui 118 che componevano l’intero equipaggio, ma anche quella per i familiari delle vittime. Infatti il governo russo ha enormi difficoltà con il soccorso degli uomini intrappolati all’interno del Kursk, ma non accetta l’aiuto proveniente dai paesi stranieri. La reazione delle famiglie delle vittime non si fa attendere ed esse si scontrano disperatamente contro gli ostacoli burocratici interposti dalle scelte governative russe.

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Thomas Vinterberg, volendo ricercare una visuale imparziale dell’accaduto, racconta questo fatto di cronaca attraverso gli occhi di un bambino, come afferma egli stesso: “Dovevamo perciò trovare una finestra su questa storia per poterla raccontare con umiltà, curiosità e purezza. E il modo migliore per farlo era calarsi nel punto di vista di un bambino. Questa è una storia sulla vita e sulla morte”. Dalle parole del regista si comprende quale sia il tema del film, vale a dire il confronto con il termine della vita, che veniva spesso fatto oggetto di discussione in passato, mentre oggi la paura attanaglia le persone, le quali non affrontano più la questione della morte.

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