di Valerio Serafini

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Se la strada potesse parlare è il nuovo film, in concorso alla Festa del Cinema di Roma 2018, del regista Barry Jenkins, che fa il suo ritorno sul grande schermo dopo Moonlight del 2016, grazie a cui vinse l’Oscar al miglior film. La pellicola è un adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo dello scrittore James Baldwin, a cui Jenkins ha dedicato il film.

La vicenda trasposta sul grande schermo racconta di una giovane coppia di colore, che vive ad  Harlem nei primi anni ‘70, e dei problemi che si trova a dover affrontare a causa del razzismo dilagante in quegli anni. I due giovani fidanzati si chiamano Tish (KiKi Layne) e Fonny (Stephan James) e si conoscono sin da bambini, essendo cresciuti entrambi nello stesso quartiere. L’appartenenza comune ad una stessa strada, che contraddistingue i due ragazzi, è un simbolo della coesione della cultura afroamericana, come sottolinea la citazione tratta da James Baldwin con cui il film si apre:”Ogni nero nato in America è nato a Beale Street, nei quartieri neri di qualche città americana, che sia Jackson, Mississippi o Harlem, New York. Questo romanzo tratta dell’impossibilità e della possibilità, l’assoluta necessità, di dare espressione a questa legacy”. Insomma, un destino comune fatto delle medesime avversità, che spinge la comunità nera d’America a essere unita e contraria alla società bianca dei soprusi e delle ingiustizie sempre più ricorrenti.

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Lo stile registico di Jenkins è delicato e dotato di un’apertura di luce ampia, che riflette il clima di intimità e scambio emotivo presente tra i due personaggi principali. In questa atmosfera veniamo guidati alla scoperta della caparbietà con cui le famiglie di colore, negli anni settanta, erano in grado, nonostante il razzismo e i pregiudizi annessi a questo imperversassero e li colpissero in modi infami e irrimediabili, di rintanarsi nell’affetto familiare e di crearsi un nucleo domestico resistente a ogni minaccia. Al proposito della denuncia sociale si accosta, dunque, un monito che il regista rivolge allo spettatore, vale a dire quello di cercare la serenità anche all’interno di momenti burrascosi, come quello vissuto da Tish e Fonny a causa di una falsa accusa mossa a quest’ultimo, la quale non riuscirà infine a spezzare il loro forte legame.

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