di Luca Ingravalle

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Il curriculum di un’autrice come Paola Mastrocola è presto detto e risonante.

Da anni attiva nel campo della letteratura Paola, nata e cresciuta a Torino, dopo aver insegnato letteratura Italiana all’Università di Uppsala in Svezia, ha conseguenzialmente alternato vita accademica e autoriale prestando il suo insegnamento al liceo scientifico di Chieri ( Torino ) e scrivendo libri come La Gallina Volante ( Premio Italo Calvino, Premio Selezione Campiello 2000), Palline di Pane  con cui si è aggiudicata un posto da finalista durante il Premio Strega nel 2001 e La Barca nel Bosco, grazie al quale ha vinto il Premio Campiello nel 2004.

Paola Mastrocola Out Out Megazine 1Esce questa settimana nelle librerie italiane il nuovo lavoro Leone, progetto fortemente vissuto e sentito dalla sua autrice.

Leone è un bambino di sei anni figlio dei nostri tempi, vittima delle sofferenze che una società sbrigativa e consumista come la nostra tende ad infliggere particolarmente alla sua generazione. E’ figlio di genitori separati che non sembrano riservargli molte attenzioni, lo parcheggiano qua e là dove capita e lo riprendono quando hanno finito.

Un giorno Leone compie qualcosa di straordinario: si inginocchia in mezzo alla strada e comincia a pregare. Pronuncia tutte le preghierine che la sua adorata nonna un tempo gli aveva insegnato e lo fa senza sosta, sotto gli occhi sbalorditi di sua madre Katia.

In tutti i modi, quest’ultima, cerca di porre fine a un momento di tale imbarazzo e sconcerto, invano.

L’intero ambiente in cui vivono Leone e sua madre non concepisce il Cattolicesimo come una chiave appropriata perché l’uomo possa filtrarvi la propria vita e le proprie consapevolezza. Sia il padre di Leone camionista che le amiche di Katia, giustificano l’atto insensato di suo figlio come un capriccio infantile, le garantiscono che cesserà di comportarsi così ma da madre Katia sente che l’assurdità di quel gesto derivi da un malessere di Leone che lei stessa non ha i mezzi per decifrare.

La Mastrocola spiega che la nascita del suo libro è parallela all’esigenza di dimostrare come la dimensione cristiana e religiosa si sia pericolosamente persa nel buio dei nostri tempi. Come anni di storia, arte e fede siano lentamente scomparsi causando un crollo di valori non solo religiosi ma anche e soprattutto esistenziali.

Non per nulla cita il medico Janusz Korczak, socialista ed educatore polacco, che nella sua lungimiranza fece costruire una sinagoga nell’orfanotrofio in cui lavorava perché convinto che la crescita equilibrata dei suoi bambini dovesse necessariamente essere accompagnata da una forza superiore che illuminasse i loro giorni, soprattutto nei periodi più bui e drammatici.

Il finale del libro impone ai grandi una necessaria riflessione sulla vita dei piccoli, sui valori che lasciamo e che non dovremmo mai abbandonare, se non altro, per chi mettiamo al mondo.

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