Quando il teatro tramanda sé stesso

di Agostino Casaretto

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Abbiamo raggiunto ieri sera un teatro, il Tolon, qui a Roma, per assistere in anteprima allo spettacolo Santi balordi e poveri cristi.

Uno spettacolo che ci ha riportato ai tempi dei teatri in cantina, come citato nella bellissima poesia di Dacia Maraini Teatro in cantina, nella quale è espressa tutta la passione che alcuni attori, amando senza confini il teatro e tutto quello che comporta, si sacrificano, pur di recitare, adattandosi ad ambienti che come afferma il grande Peter Brook, quando dice che basterebbe un qualsiasi spazio vuoto per considerarlo un nudo palcoscenico e se un uomo attraversasse questo spazio vuoto, mentre un altro lo sta a guardare, nascerebbe immediatamente un’azione scenica.

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Santi balordi e poveri cristi, è uno spettacolo interessante, vivace, ben recitato e cantato da due splendide attrici, Flavia Ripa e Giulia Angeloni , che si impegnano per farvi sbellicare, sognare, riflettere come solo due cantastorie sanno fare. La cosa che colpisce di queste due attrici è la sincronia e il ritmo che tengono durante tutto lo spettacolo e soprattutto lo spettatore non si spiega come due attrici del genere non siano conosciute ad un più largo pubblico, il fatto poi che vivano a Milano ha sicuramente influenzato le  due brave attici che riescono a far rivivere situazioni anticonformiste che ricordano il teatro del grande Dario Fo. Da domani 20 ottobre chi vorrà passare una serata piacevole potrà recarsi al teatro Kopò di Brindisi e in seguito a Modena e in altre parti d’Italia, infatti quella di Santi balordi e poveri cristi, sarà un tournée che riconcilierà molti spettatori con il teatro.

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