Il mondo di Milton Gendel è entrato nella camera oscura

di Agostino Casaretto

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Da quando Louis Mandè Daguerre creò il primo procedimento fotografico per lo sviluppo di immagini (Dagherrotipo) sono passati 180 anni e in questi giorni un altro grande della fotografia ci ha lasciati.

Milton Gendel, colui che ha fotografato e tramandato con le sue immagini l’Italia del neorealismo, della Dolce Vita, i protagonisti e gli intellettuali del nostro Paese a quasi cento anni, era nato il 16 dicembre del 1918 a New York, e morto. Rimarranno comunque di lui per sempre le sue famose foto, i suoi saggi, e il  racconto della sua vita avventurosa. Nella fase finale della seconda guerra mondiale era militare in Cina dove ritrasse con la sua Leica il tumultuoso periodo tra la resa del Giappone e l’avvio della guerra civile, nel 1949 si era trasferito a Roma, città da lui tanto amata dove è scomparso nei giorni scorsi. Era stato amico dei surrealisti esiliati Robert Motherwell, Andrea Breton.

milton gendel foto 2Corrispondente di Art News aveva contribuito a far conoscere la cultura italiana all’estero, aveva tradotto saggi importanti come, Saper leggere l’architettura, di Bruno Zevi . Critico d’arte scrisse nel dopoguerra su diversi artisti  tra i quali Alberto Burri e Toti Scialoja. Per la Feltrinelli scrisse diversi Libri di successo tra i quali Fotografie del 1950 e Incontri romani. Milton Gendel tra il 1939 e il 1940 fu assistente del celebre storico dell’arte Meyer Schapiro. Sicuramente il Mondo e Roma hanno perso, con la sua scomparsa un testimone importante del nostro tempo.

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