di Nicolò Palmieri

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Dopo una trepidante attesa, giunge finalmente nei cinema Soldado, sequel di Sicario (2015) e primo film americano di Stefano Sollima.

Sono passati pochi anni, ma sembra che sia cambiato tanto nella saga cinematografica e anche nel mondo “reale”. Non c’è più, ovviamente, il genio visivo di Denis Villeneuve al timone del progetto. La fotografia non è più diretta dal mostro sacro Roger Deakins, sostituito egregiamente da Dariusz Wolski. Nel cast, infine, si nota l’assenza della presenza femminile, simboleggiata prima dall’ottima Emily Blunt, e trasferita ora lievemente nel personaggio della piccola Isabel.

Sollima, consapevole dell’importanza del peso che grava sulle sue spalle, non cade nella trappola e, anziché confezionare un sequel copia carbone dell’originale, si distacca dalla raffinata estetica del cineasta canadese: attraverso una messa in scena perfetta, una convincente fotografia asciutta e i due soliti fenomenali interpreti, riesce assolutamente a convincere.

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Altro punto fermo di Soldado, fondamentale per la buona riuscita, è uno degli sceneggiatori più influenti degli ultimi anni, lanciato proprio dal successo di Sicario: Taylor Sheridan. L’autore di Hell or High Water e I segreti di Wind River torna a indagare il tema del confine da tutti i suoi punti di vista, fisico e morale in primis.

La moderna frontiera americana è trattata con ancor più distacco, senza impressionarsi troppo davanti alla vista del sangue e non riuscendo più a distinguere il limite tra bene e male. Per quanto riguarda i cambiamenti reali, Soldado deve necessariamente fare i conti con la trasformazione politica per eccellenza degli ultimi anni: Trump alla Casa Bianca.

In un’America che sembra non accettare più i compromessi, Sollima ci immerge perfettamente nelle quinte della diplomazia odierna, dove giusto e sbagliato sono una dicotomia banale da mettere da parte per concentrarsi sulla lunga e sporca guerra che si protrae giorno dopo giorno contro chiunque sia tanto coraggioso (o sciocco) da iniziarla. Il risultato è un film violento e dominato da un sorprendente realismo, che non si perde in preamboli visivi anche perché non se lo può più permettere.

Gli unici problemi si rilevano quando Benicio del Toro e Josh Brolin, due attori semplicemente fantastici, lasciano spazio al resto del cast. Non c’è nessuno che riesca a rimpiazzare il carisma perduto della Blunt. Tutto il resto invece funziona, fortunatamente. Avevamo tutti un po’ paura che il nostro “inviato” non si rivelasse all’altezza, o che tentasse in tutti i modi di portare con sé nelle valigie tutti quegli elementi narrativi ed estetici che hanno incantato le televisioni italiane per anni.

Soldado non raggiunge chiaramente le vette di Sicario (inarrivabile per tanti motivi),  ma riesce comunque a risultare qualcosa di nuovo e di convincente, rappresentando il capitolo di mezzo di una saga che ha sicuramente molto altro da aggiungere. L’Italia può essere orgogliosa, il nostro cinema è ancora da ammirare.

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