Un culo da Louvre, quando l’arte non si mette da parte

di Claudio Miani

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Un’opera d’artre che potrebbe essere tranquillamente collocata affianco alla Gioconda di Leonardo o a La Zattera della Medusa di Géricault e suscitare nello spettatore il medesimo sguardo sospeso della Statua di Ebih-Il (avete presente quel grazioso sovrintendente della città di Mari dagli occhi pallati quasi avesse visto un culo – lato b, oggigiorno – bello al punto da lasciar cadere a terra mandibola e ammennicoli annessi?).

ebih.jpgPerchè di opera d’arte si tratta, ma tutti noi la chiamiamo semplicemente Culo. Ora a ben vedere questo culo ha un nome e un cognome, ma noi potremmo chiamarlo semplicemente il Culo di Valeria o di Carolina o di Lucrezia e poco ce ne importerebbe, poichè sarebbe l’epicentro del nostro guardare e il contorno altro non sarebbe che uno dei sette anelli che circondano Saturno, insomma qualcosa che è oltre come il pane al di sotto della nutella.

L’arte ha un suo credo, un suo studio e un suo dogma. E’ semplicemente per essere, scevra da un significato sociale, ma colma di un significato dottrinale con il quale qualcuno – spesso dietro compenso – le veste come dama di corte. L’arte è arte un po’ come la Merda di Manzoni è Merda (ma non puzza).

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Ora potremmo domandarci se questo culo puzzi, ma davvero dinanzi a questo culo, questa risulterebbe la domanda principale? Ebbene personalmente ne dubito, ci domanderemo molto altro magari sognando dietro a forme che susciterebbero l’interesse dei e delle più.

Detto questo resta un’analisi triste che potrà valersi della ragione del tempo per asserire o meno la verdicità di una teoria che meglio non potrebbe rappresentare il concetto di cultura che vige nel nostro (solo?) paese. Un articolo come il presente, vuoto di qualsivoglia senso e valore, ma che rispetta con dovizia di attenzione l’utilizzo dei mediatag, risulterà essere il più cliccato del presente portale? Il sottoscritto ci scommetterebbe lo stipendio e se avremo culo (ancora…), vinceremo la scommessa.

P.S.: se qualcuno dovesse domandarsi la matrice del culo raffigurato, trattasi di Valeria Tal Dei Tali, nata in un posto, il giorno scritto sul documento, alta un po’, occhi due, segni particolari… beh… non saprei…

 

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