di Corinne Vosa

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Per Ronnie Calder, sedici anni, il contatto con entità sovrannaturali è divenuto quasi pura quotidianità. Tutto iniziò il giorno dell’Evento, il mostruoso cataclisma che ha colpito gli Stati Uniti uccidendo milioni di persone.

Da allora le anime dei morti, dette reminescenze spettrali o “redivivi”, si aggirano come niente fosse  tra i vivi, manifestandosi pienamente. Ronnie, come tutti d’altronde, è abituata a vedere questi spettri ovunque e uno in particolar modo: quello di suo padre, morto nella terribile tragedia, una presenza costante che rende impossibile dimenticare. Ma un giorno una grave minaccia sembra aleggiare su Ronnie, spaventata dal comportamento anomalo di un redivivo. Cerca prima aiuto nel suo professore Mr. Bittner, ma insoddisfatta si rivolge al suo misterioso e solitario compagno di classe Kirk.

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Tratto dall’omonimo romanzo young adult di Daniel Waters, Sei ancora qui è un thriller sovrannaturale dalle atmosfere lugubri e romantiche, che travolge gli spettatori con il fascino di silenziosi paesaggi innevati ed emozioni coinvolgenti. Dedicato al pubblico giovanile, su un versante ricalca successi di pubblico quali Twilight, di cui eredità le atmosfere, l’impatto visivo e un po’ perfino l’aspetto dei protagonisti; sull’altro oltre all’evidente componente fantasy è molto forte quella del thriller, più umana ma non meno oscura. Queste due realtà si intrecciano indissolubilmente nella vita di Ronnie, così come d’altronde avviene nel mondo intorno a lei: la Terra sembra essere divenuta un limbo che ospita le anime dei morti, che passeggiano indifferenti in mezzo ai vivi. Oltre a fantasia e realtà, con i rispettivi generi cinematografici, a intrecciarsi in questo film sono le dimensioni del passato e del presente. Non tanto in senso tecnico, in quanto la narrazione è lineare e intervallata solo da semplici flashback, ma metaforico: è la storia di una ragazza immobilizzata dai propri fantasmi e da vecchi sensi di colpa. Una giovane donna che deve trovare la forza di librarsi di nuovo in volo e accogliere il futuro, accettando il passato e lasciandosi andare a ciò che le riserva il futuro. Perdonandosi.

Decisiva la scelta della location, confluita su Winnipeg, in Canada, per restituire autenticità e cogliere la bellezza di questi freddi e misteriosi luoghi. Bella ed efficace la colonna sonora del compositore vincitore agli Emmy Bear McCreary ed elegante la regia di Scott Speer, di cui recentemente avevamo visto Il sole a mezzanotte, anche questo con protagonista Bella Thorne, che inizia a fornire con continuità discrete prove di bravura e il cui sodalizio con Speer, di cui sembrerebbe essere la musa, ha il merito di comunicare al mondo dei teenagers con sensibilità, buon gusto e una certa classe. Una Bella Thorne questa volta dai capelli color nero corvino, sempre più dark e trasgressiva.

Ci sono diverse scene visivamente molto efficaci, delle quali molte hanno in comune l’elemento dell’acqua, ad esempio la scena vagamente di stile hitchcockiano nel bagno mentre Ronnie fa la doccia o le sue angoscianti visioni. Non mancano alcune ingenuità tipiche dei teen movie o  colpi di scena forse prevedibili per i cinefili, ma indubbiamente di pregi  Sei ancora qui ne ha e il mix fantasy-thriller funziona bene e ha una sua originalità, oltre che agevolare un’estetica cupa e intrigante che gli appassionati del gotico apprezzeranno. Un film come già detto più specifico per i giovani, ma apprezzabile da tutti coloro che ricercano atmosfere poetiche e perturbanti, suspense ed emozioni forti.

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