La libertà non deve morire in mare: uno sguardo di verità su quel cimitero chiamato Mediterraneo

di Cristina Cuccuru

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La libertà non deve morire in mare. Anche se la mia era già morta in terra, la libertà non deve morire comunque.” Queste sono le parole di un sopravvissuto ad una delle tante attraversate via mare che ogni anno partono dall’Africa, per arrivare in Italia. In particolare l’arrivo si verifica presso l’isola di Lampedusa, una piccola isola di cui probabilmente queste persone non conoscono neanche l’esistenza.

La prima cosa che ci chiedevano era dov’è il treno?’” racconta una delle testimoni, nonché una dei tanti soccorritori di Lampedusa, che continuamente vedono la morte nei corpi che lentamente affondano nelle acque del Mediterraneo.

In un clima di paura dell’uomo nero, mia figlia, al mare, aveva il terrore di entrare in acqua. Lì ho capito che dovevo fare qualcosa.” Questa è stata la spinta che ha portato Alfredo Lo Piero verso Lampedusa, trovandosi quasi per caso a dare inizio ad un progetto che per lui si è rivelato così importante da avergli cambiato la vita. Decise quindi di produrre e dirigere La libertà non deve morire in mare, un docufilm il cui scopo è quello di dare una voce ai protagonisti di queste vicende, che scatenano un interesse sociale di una portata tale da diventare uno focus mediatico tra i più discussi.

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Proprio i media dovrebbero occuparsi di diffondere la verità verso chi non vede con i propri occhi il terrore nello sguardo di chi spera in un futuro migliore, di chi lascia tutto o ha perso tutto, augurandosi di andare avanti con la propria vita con dignità e smettere finalmente di sopravvivere. Ma dalle affermazioni dei Lampedusani non sembra essere questo ciò che accade, anzi la verità spesso verrebbe travisata e infiocchettata a dovere per dare il via ad una vasta ondata di paura, rabbia e intolleranza.

Ci riesce perfettamente invece Lo Piero, portando sul grande schermo non solo le immagini di uomini, donne e bambini che si aggrappano alla loro vita in ogni modo possibile, ma porta le testimonianze dirette sia dei sopravvissuti, offrendo loro la libertà di raccontare gli orrori a cui sono dovuti sottostare e le motivazioni per cui hanno deciso di lasciare la loro terra. Viene mostrato inoltre il punto di vista di chi ogni giorno, dalla Guardia Costiera e tutte le altre forze dell’ordine ai numerosi volontari, si attiva per restituire la speranza a queste persone.

I Lampedusani non hanno paura. I Lampedusani non sono stanchi degli immigrati, nonostante siano quelli che ne avrebbero maggior ragione. I Lampedusani sono semplicemente esseri umani così come lo sono tutti gli altri, a prescindere dal colore della pelle o dalla religione.

Grazie a Distribuzione Indipendente, il docufilm riuscirà a raggiungere le sale cinematografiche a partire dal 27 Settembre 2018.

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