di Lorenzo Bagnato – inviato a Venezia 75

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Il declino, la distruzione, la caduta di qualcosa un tempo grande. E’ questo ciò che fa da sfondo a Napszallta, l’ultimo lavoro del regista ungherese Laszlo Nemes, già vincitore del Premio Oscar al miglior film straniero nel 2015 per Il Figlio di Saul.

Nemes mette in scena con ricercata grazia un’epopea storica gestita divinamente, in cui il declino dell’Impero Austro-Ungarico racchiude la vicenda, in fin dei conti piuttosto semplice, di Irisz Leiter: ragazza un tempo appartenente ad una famiglia aristocratica che rimane invischiata in qualcosa più grande di lei.

Napszallta è un vero e proprio Guerra e Pace del XX secolo, ove la Prima Guerra Mondiale sostituisce le Campagne Napoleoniche del grande romanzo russo.

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La ricostruzione storica è attenta sia nelle scenografie e costumi sia nei modi e nelle abitudini dell’epoca, permettendo allo spettatore di immergersi completamente nel contesto descritto dalla pellicola.

Un film imperdibile per gli amanti della storia, che troveranno godimento nella visione nonostante il ritmo lento e posato proposto dal regista magiaro.

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