At Eternity’s Gate: un film post-impressionista

di Lorenzo Bagnato – inviato Venezia 75

At Eternity's Gate - outoutmagazine 1.jpg

La vita del grande pittore Vincent Van Gogh ha da sempre influenzato innumerevoli artisti, ed altrettante sono le opere a lui ispirate prodotte nell’ultimo secolo, si tratti esse di quadri, canzoni o film.

Tuttavia, in pochi sono stati in grado di carpire la vera essenza del pittore come nell’ultima fatica di Julian Schnabel: At Eternity’s Gate.

Il regista e pittore statunitense, infatti, mette in scena una biografia del pittore in cui tutto è visto come l’avrebbe visto Van Gogh. La regia, attraverso astrusi movimenti di macchina, e la fotografia, con costanti cambi di tono e colore, trasmettono allo spettatore tutta l’angoscia e l’oppressione provata dal pittore quando era in vita, formando un film lento ed introspettivo ma che difficilmente annoia, specialmente grazie alla potente carica emotiva.

The Eternity's Gate - outoutmagazine 3.jpgBuona parte della pellicola, inoltre, si regge sulla magistrale interpretazione di Willem Defoe, che nonostante la differente età rispetto al personaggio reale ne incarna perfettamente il male di vivere e l’amore incompreso verso ciò che lo circonda. Bravi anche gli attori secondari, su cui spicca un Oscar Isaac perfetto nella sua interpretazione di Paul Gauguin, tanto freddo quanto geniale; tanto crudele quanto sensibile.

Discutibile, invece, la scelta di far morire Van Gogh non con il canonico suicidio ma con un omicidio perpetrato da tre ragazzi di campagna. Per quanto non storicamente inaccurata (l’ipotesi dell’assassinio di Vincent Van Gogh non fu mai completamente scartata), il film sarebbe stato più coerente se avesse seguito la storia tradizionale; in quanto l’intera opera si basa solo ed esclusivamente sulla figura dell’artista, e l’aggiunta dell’omicidio commesso da terzi risulta fuori luogo e spiazzante.

Ciononostante At Eternity’s Gate risulta una piacevole sorpresa, che permette a Schnabel di fare timidamente capolino nell’elite dei grandi autori presenti alla 75a Edizione del Festival di Venezia, evento a cui il film partecipa in corsa per il Leone d’Oro.

Rispondi