di Lorenzo Bagnato  – Inviato a Venezia75

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E’ l’ideologia il punto forte dell’Isis. Potranno non avere più armi, territorio o mezzi, ma finché l’ideologia rimarrà in piedi lo Stato Islamico non potrà mai dirsi sconfitto.

E’ questo ciò che mostra Isis, Tomorrow. The Lost Souls of Mosul, documentario diretto da Francesca Mannocchi e Alessio Romenzi; presentato fuori concorso al Festival di Venezia 75.

Isis, Tomorrow - outoutmagazine 3.jpgL’ideologia, dunque. L’ideologia inculcata ai giovani innocenti da leader fanatici e violenti. Ma come si combatte un’ideologia? Di certo non come la sta combattendo il governo iraqeno, che dopo aver liberato il proprio territorio dall’Isis ha relegato le famiglie facenti parti dello sconfitto Stato Islamico in vere e proprie prigioni a cielo aperto. Donne e bambini innocenti, aventi come unica colpa quella di essere nati nella famiglia sbagliata, sono perseguitate sia attraverso un ostracismo sociale sia attraverso il taglio di cibo e medicine.

E le inevitabili conseguenze di tale ingiusto confino, come mostra il succitato documentario, è il fomentare delle stesse idee che l’Iraq cerca di sradicare, ovvero un avvicinamento ideologico all’ormai morente Stato Islamico.

Allo stesso modo però, Isis, Tomorrow, mostra anche le terribili conseguenze di una guerra senza vincitori, che ha avuto come unica conseguenza lo sterminio di innumerevoli famiglie e la distruzione quasi totale di intere città.

Il lavoro svolto da Mannocchi e Romenzi, dunque, funge da cronaca necessaria per un tema ormai dimenticato dai giornali occidentali.

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