Mission Impossible Fallout: l’ultimo baluardo dell’action

di Lorenzo Bagnato

Mission Impossible Fallout - outoutmagazine 1.jpgSparatorie caotiche, inseguimenti a perdifiato, cadute da altezze vertiginose il tutto per salvare il mondo da una fine orripilante. Questo, sostanzialmente, è Mission Impossible: Fallout.

Normalmente un amante del cinema di genere come me attaccherebbe questo film senza pietà additandolo come cafonata senza alcun intento artistico. Ma, d’altronde, questo è ed è sempre stato ogni Mission Impossible, e gli autori ne sono perfettamente consapevoli. In tale consapevolezza risiede la forza di questi action puri, poichè sono in grado di non prendersi sul serio e, attraverso azioni ben costruite, intrattengono e divertono lo spettatore.

Certo, è ovvio che precipitare da un elicottero due volte di fila e cavarsela con qualche costola rotta è l’opposto esatto del realismo, ma ogni spettatore, anche il purista cinematografico, sa cosa si aspetta di trovare. Il film, infatti, si chiama “Missione impossibile”, non “Missione possibile”. Andare a vedere le avventure folli di Ethan Hunt ed aspettarsi di vedere qualcosa di realistico, dunque, prevede un errore nello spettatore, non nel film.

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Tom Cruise, Simon Pegg e Ving Rhames interpretano un trio che, volenti o nolenti, ha segnato il genere action. Le loro imprese, inoltre, riescono sempre a strappare un sorriso in chi guarda, grazie ad un’ironia semplice e senza pretese. Il reparto tecnico, inoltre, risulta discreto e godibile anche perchè, ritornando al solito discorso, nessuno va a vedersi un Mission Impossible per la bellezza estetica delle inquadrature. Cionondimeno, l’azione è ben costruita e riesce nel suo intento di emozionare lo spettatore, grazie anche a una regia (firmata da Cristopher McQuarrie) e un montaggio ben coreografati e coerenti.

Altro punto di forza della saga dei Mission Impossible, ed in particolare in questo sesto capitolo, è la mortalità e fallacità dei personaggi. In gran parte degli action moderni, infatti, i protagonisti sono dei veri e propri supereroi infallibili in tutto, facendo così perdere ogni forma di tensione nello spettatore. In Mission Impossible: Fallout, invece, quasi nulla va bene ad Ethan Hunt, ad eccezione dei venti minuti finali in cui, per forza di cose, tutto ciò che fa gli riesce alla perfezione. Ma non solo. I morti, anche tra i personaggi importanti, non mancano di certo, accendendo ancor più l’attenzione in chi guarda.

In conclusione, Mission Impossible: Fallout è consigliatissimo agli amanti della saga e a chi vuol passare una bella serata tra amici guardando un film divertente e caciarone.

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