La difficile lotta per i propri diritti in Tunisia: La Bella e le Bestie

di Cristina Cuccuru

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Mariam (Mariam Al Ferjani) è una ragazza di 21 anni, vive a Tunisi ma viene dalla provincia e durante una festa studentesca conosce Youssef (Ghanem Zrelli) con cui decide di andare a fare una passeggiata sulla spiaggia. Questo incontro romantico si trasformerà ben presto in un incubo: Mariam è stata violentata e presto scoprirà quanto è difficile ottenere giustizia per questo tipo di crimine, soprattutto quando i responsabili sono agli occhi di tutti degli insospettabili.

Ispirato ad un fatto realmente accaduto, La Bella e le Bestie non è solo una storia di violenza come tante altre, ma viene mostrato come prima cosa quanto ancora ci sia discordanza tra il progresso raggiunto da un paese “giovane” come la Tunisia e ancora troppe idee retrograde che limitano la vita dei cittadini. Questo dislivello viene mostrato nel film da una parte con l’esenzione dall’obbligo del velo, portato da alcune donne come scelta personale, dall’altra con la legge che giudica immorali dei comportamenti come un bacio tra un uomo e una donna.

Ciò che il film di Kaouther Ben Hania vuole raccontare non è tanto l’esperienza in sé della violenza fisica, quanto quella rappresentata dalle difficoltà e dalle insidie a cui una donna può andare incontro nel momento successivo. Le accuse prima di essere accolte vengono messe in discussione, per paura che in realtà dietro si nasconda un secondo fine; in seguito quando i responsabili risultano essere degli intoccabili, entra in gioco una manipolazione ai fini di insinuare nella vittima dei sensi di colpa, nel tentativo di scoraggiarla a portare avanti la sua lotta, nonché suo diritto. Anche quelli che sembrano essere i buoni spesso si rivelano tutt’altro ma per fortuna l’aiuto anche di pochi può rivelarsi decisivo, insieme alla forza e alla determinazione di chi ha vissuto questo tipo di esperienze.

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Nove capitoli nonché nove piani sequenza, una tecnica che presenza dei limiti ma come dice Kaouther Ben Hania “il film lo necessita, perché ti catapulta in tempo reale nella vita.” Questo si collega alla necessità di rimandare un senso di autenticità del prodotto, obiettivo che la regista ha sempre perseguito nel suo occuparsi inizialmente di documentari. Promettente anche la prova di Mariam Al Ferjani, presente all’anteprima, che ha saputo trasmettere la sofferenza e il conflitto interiore del suo personaggio.

Una tematica importante di cui parlare che purtroppo è ancora molto attuale, soprattutto vista dallo sguardo di realtà lontane da quella occidentale.

La pellicola verrà presentata in anteprima gratuita al RomaAfrica Film Festival, che si svolgerà alla

Casa del Cinema e sarà presente per l’introduzione anche l’attrice protagonista Mariam Al Ferjani. La distribuzione invece da parte di KitchenFilm nelle sale italiane avverrà a partire dal 26 luglio 2018.

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