Amy Schumer si sente bella e fa (mezzo) centro!

di Luca Ingravalle

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Tocca un tasto molto caldo Amy Schumer nell’ultimo film che la vede protagonista, Come ti divento bella, in uscita nelle sale italiane il prossimo 22 Agosto.

In un periodo culturale e artistico in cui la rappresentazione della figura femminile è costantemente posta sotto la lente d’ingrandimento, la comica americana con l’aiuto della coppia di sceneggiatori Abby Kohn e Marc Silverstein trova un interessante escamotage per trattare il famigerato tema dell’apparenza e dell’importanza di dare valore a ciò che si è dentro e non solo a ciò che sta fuori.

Lo fa con la sua irriverenza,ovviamente, questa volta meno dissacrante rispetto al suo esordio in Trainwreck, che da tre anni a questa parte le ha permesso di conquistare i cuori e le risate di un pubblico vastissimo in territorio americano.

Come ti divento bella Out Out Megazine 2.jpegI Feel Pretty, titolo originale e di gran lunga più sensato, segue le vicende di Renee Bennet (Amy Schumer), ragazza non proprio da copertina che lavora nel settore telematico di una delle più importanti aziende di cosmetici al mondo, diretta dalla bellissima Lily LeClaire (Michelle Williams).

Renée non sarebbe perennemente insoddisfatta di se stessa e delle sue forme se non fosse per i continui trattamenti denigratori che riceve ogni giorno nelle circostanze più banali: in palestra, nei negozi di vestiti e, ovviamente, al lavoro.

Sogna più di ogni altra cosa di mollare il suo appartamento a Chinatown, dove lavora e gestisce il sito web dell’azienda, e trasferirsi nel quartier generale della stessa, luogo, secondo Renèe, riservato a donne di ben altra portata, prototipi delle Kardashian, alte, magre e irresistibilmente belle.

Un giorno, in seguito ad un incidente avvenuto in palestra, la ragazza si risveglia distesa a terra e non si riconosce più, qualcosa in lei è cambiato: è bellissima.

In realtà nulla del suo aspetto fisico è mutato ma la percezione di Renée su stessa, quella si. Senza troppe sorprese, il repentino aumento di autostima e fiducia in se stessa spingerà la protagonista verso la sua totale accettazione. Gli sceneggiatori, qui al loro debutto dietro la macchina da presa, ruotano quasi interamente attorno a questo punto e corteggiano senza troppo rammarico il concetto de “l’importante è amarsi” sfiorando e, alle volte, toccando la retorica spiccia, senza mai scottarsi.

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Sono diversi gli elementi che elevano questa sceneggiatura dal soggetto brillante e dal contenuto, purtroppo, semplicistico. Primo fra tutti il messaggio di fondo: La fondamentale importanza di imporre la visione che abbiamo di noi stessi su quella restrittiva che posseggono gli altri. Le premesse potranno anche confinare il film nel territorio minato del “buonismo” ma, in tempi in cui persino un’attrice come Jennifer Lawrence è stata definita “grassa” da un produttore, è chiaro che parlare di autoconsapevolezza e rispetto delle forme altrui non è mai abbastanza.

Il vero motivo per comprare il biglietto è, però, Amy Schumer.

Da anni paladina della questione “over-size”, l’attrice aggiunge un’altra donna problematica al suo repertorio, regalandole credibilità, compassione e, ovviamente, una grande quantità di risate.

La sua Renéè non è sporca e completa come l’omonima Amy in Trainwreck (scritto da lei), ma Schumer si muove bene nel darle forma, nel cucirle addosso la sua ironia senza tirare troppo la corda.

Le sue battute prevedono un tripudio di riferimenti della cultura pop, dalle Kardashian al cameo di Emily Ratajkowski che soffre di scarsa consapevolezza, e nella sua natura c’è tanto di Bridget Jones, con le dovute affinità e differenze.

Per questo motivo, è un vero peccato che I Feel Pretty non riesca a liberarsi del velo superficiale con cui è stato concepito in fase di scrittura, considerando l’efficace intuizione a livello narrativo e tematico di partenza. Non è un film che faccia eccessivamente pensare o eccessivamente ridere, è un film leggero con un bel messaggio e viva Dio la leggerezza, dentro e fuori lo schermo.

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