di Nicolò Palmieri

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Il romanzo di Helena Janeczek ha vinto il Premio Strega 2018, e ricostruisce la storia di Gerda Taro, fotografa tedesca di origini ebree polacche che morì a 26 anni durante la Guerra civile spagnola, investita da un carro armato: è considerata la prima fotogiornalista donna a essere morta in guerra.

Alcune delle sue fotografie sono diventate molto famose, ma per tempo il suo nome è stato legato soprattutto a quello di Robert Capa, celebre fotografo ungherese passato alla storia per diversi scatti leggendari catturati durante cinque conflitti bellici.

Il romanzo di Janeczek è basato su fonti storiche e sulle biografie scritte dalla studiosa Irme Schaber, e presenta molti altri personaggi realmente esistiti oltre ai due già citati.

image3 (1)La ragazza con la Leica regala inoltre alcune fotografie di Taro e Capa insieme, che li incorniciano all’interno di attimi apparentemente spensierati, con grandi sorrisi sinceri che fanno dimenticare, per un attimo, il contesto della guerra in cui si trovavano.

L’inizio del prologo del libro, accompagnato da queste preziose testimonianze, lascia una curiosità vivace dentro al lettore che rimane affascinato da quella coppia di miliziani, “così rapiti dalla loro risata da non accorgersi di nulla”.

“Da quando hai visto quella foto, ti incanti a guardarli. Sembrano felici, molto felici, e sono giovani, come si addice agli eroi. Belli non potresti dirlo ma neanche negarlo, e comunque non appaiono eroici per nulla. Colpa della risata che chiude i loro occhi e mette a nudo i denti, un riso non fotogenico ma così schietto da renderli stupendi”.

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