La prima notte del giudizio, una devastante libertà incontrollata

di Agostino Casaretto

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Il quarto episodio della saga horror creata dalla Blumhouse Productions è da questa sera nelle sale cinematografiche italiane.

Dopo i precedenti film, Dopo la notte del giudizio- Anarchia (2013), La notte del giudizio (2014), La notte del giudizio- Election year (2016), esce, con la regia di Gerard McMurray, La prima notte del giudizio, un film forte che si allinea ai precedenti lasciando lo spettatore basito per il tema che si dipana in un’America violenta che diventa ancora più violenta quando i cosiddetti Nuovi Padri Fondatori d’America istituiscono dodici ore, della notte dopo il 4 di luglio, nota festa americana per l’Indipendece day, in cui si può fare quello che si vuole senza essere perseguiti dalla legge, il tutto per una sorta di tentativo pazzesco suggerito dalla teoria di sociologi che pensano che dare libero sfogo per una notte alla popolazione può aiutare a ridurre sotto l’1% il tasso di criminalità della popolazione.

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Naturalmente saranno dodici ore di terrore inasprite da governanti razzisti che, con la scusa dell’esperimento, tentano di eliminare più gente di colore possibile. Il film, sceneggiato da James De Monaco, è sicuramente da vedere sia per gli effetti speciali sia per i risvolti politico/sociali che inevitabilmente vengono alla mente durante lo svolgimento del film. La visione del film deve essere dedicata sicuramente ad un pubblico adulto.

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