di Lorenzo Bagnato

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So esattamente quando è cambiata la mia vita: quando ho guardato in faccia Tamerlan Tsarnaev. Erano le 14:48 del 15 aprile 2013.” Inizia così Stronger, il nuovissimo libro scritto da Jeff Bauman e Bret Witter (Dewey e Monuments Men) da cui è stato tratto l’omonimo film in uscita nelle sale italiane giovedì 4 luglio.

Stronger non parla nè di terrorismo nè di politica. È la storia del lento recupero psicologico e, almeno in parte, fisico di Jeff Bauman, che perse entrambe le gambe nell’attentato a Boston proprio quel fatidico 15 aprile. Egli era lì, al traguardo dell’annuale maratona di beneficenza, a fare il tifo per la sua ragazza, Erin, con cui la relazione aveva già subito svariati tracolli e risalite.

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Il film, sceneggiato da John Pollono, non ha peli sulla lingua. Mostra Jeff esattamente per quello che era: un ragazzo immaturo ed ingenuo che si trova ad affrontare qualcosa di troppo grande. Egli viene idolatrato come eroe, ma non si sente tale. Si sente, anzi, fuori posto; come se fosse un peso. La relazione con Erin, dopo l’iniziale ripresa, subisce un ulteriore collasso dovuto alle pretese di Jeff, il quale vorrebbe cambiare la vita di chi gli sta intorno in funzione della sua immane tragedia. La riabilitazione fisica, inoltre, sembra essergli quasi imposta, e viene percepita come un inutile fastidio. Jeff, col proseguire della storia, si chiude sempre più in sè stesso, fino a quando non incontrerà Carlos, suo salvatore il giorno dell’incidente, che gli cambierà la vita per sempre.

Secondo le parole di Todd Lieberman, il produttore della pellicola, all’inizio dello sviluppo del soggetto Bauman era comprensibilmente restio nel rivivere le proprie esperienze. Lieberman fu onesto con lui:

Stronger - outoutmagazine 2Gli dissi che avremmo analizzato tutta la sua vita.”, rivela il produttore, “Il film avrebbe descritto in maniera realistica il suo trauma, le sue emozioni e tutte le difficoltà che aveva dovuto affrontare.

La brillante regia firmata da David Gordon Green (George Washington, Joe), fatta di piccoli ed intimi momenti in cui lo spettatore scopre il trauma di Jeff insieme a Jeff stesso, favorisce ancor di più l’empatia con il protagonista, di cui è complice anche la sincera interpretazione di Jake Gyllenhaal (Donnie Darko, I segreti di Brokeback Mountain, Lo Sciacallo) che si riconferma uno dei migliori attori della sua generazione.

Stronger, dunque, è un film coraggioso ed onesto, la cui visione è vivamente consigliata a chiunque voglia vedere un’opera di riabilitazione e crescita personale.

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