La dimora di Caalus viene alla luce in Florida

di Agostino Casaretto

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Quasi 500 anni prima della scoperta dell’America sull’isola artificiale di Mound Key, situata nella Estero Bay , a sud di Fort Myers, in Florida, furono iniziati, sulla cima dell’isola, i lavori, sviluppati in tre fasi, di un palazzo costruito da una casata, i Calusa che dominò, mantenendo la propria indipendenza, fino alla fine del XVIII secolo resistendo sia alla colonizzazione che alla conversione.

Questo palazzo, capace di ospitare due mila persone era una struttura imponente di forma ovale, proprio come era descritto dai missionari spagnoli, lunga 24 metri e larga 20 metri sostenuta da 150 pali di legno. Nel febbraio del 1566 Caalus, re dei Calusa, vide degli strani uomini avvicinarsi verso il suo palazzo. Erano guidati dall’ammiraglio Menéndez che aveva riunito 200 persone fra soldati percussionisti, trombettisti, pifferai, che cercavano di salire sul Mound Key con fare tutt’altro che amichevole con la speranza di impressionare il monarca della popolazione indigena che al tempo regnava su buona parte del sud della Florida. I tentativi dell’ammiraglio Menéndez di colonizzare quei territori durarono tre anni, ma per le crescenti ostilità e i complotti omicidi e quando i Calusa diedero fuoco a Mound Key gli spagnoli  non si avvicinarono più alla popolazione indigena fino a più di un secolo dopo  quando nel 1697 arrivarono i frati francescani, anche loro presto cacciati.

I Calusa, a detta degli archeologi che stanno lavorando per riportare alla luce le rovine del palazzo, erano una popolazione di pescatori-raccoglitori-cacciatori che avevano raggiunto un insolito grado di complessità senza però interessarsi molto dell’agricoltura, salvo qualche orticello domestico in cui crescevano peperoncini, papaia e zucche. La loro alimentazione era principalmente basata sulla cattura di pesci come triglie, squali, tartarughe, molluschi provenienti dalle coste, dagli estuari e dalle foreste di mangrovie attorno ai loro villaggi. Anche la selvaggina costituita da cervi e uccelli faceva parte della loro dieta. Victor Thompson dell’Università della Georgia e i suoi colleghi hanno portato avanti delle campagne di scavo sull’isola , oggi ricoperta di vegetazione, che confermano che i Calusa erano in grado di costruire una struttura molto grande cosa che dimostra che avessero una grande disponibilità di manodopera.

Caalos, monarca di Moun Key, era omaggiato da più di 20 mila persone che vivevano nei villaggi vicini. La scoperta dei resti del palazzo, che è stata annunciata su Journal of Anthropological Archeology, permette di conoscere in modo più approfondito lo stile di vita dei Calusa, la popolazione di nativi americani più avanzata di quanto si pensasse.

 

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