DIVA!, il docufilm che rende omaggio all’icona del cinema Valentina Cortese

di Beatrice Andreani

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Francesco Patierno (Pater Familias; La gente che sta bene; Naples 44) porta nelle sale il docufilm DIVA! ispirato all’autobiografa della grande artista Valentina Cortese dal titolo Quanti sono i domani passati (a cura di Enrico Rotelli per Mondadori, 2012).

Il regista partenopeo racconta la vita di una delle icone italiane viventi della cinematografia nazionale ed internazionale: “Diva! Realizza il mio desiderio di raccontare l’affascinante, continuo e invisibile intreccio che c’è tra la vita privata di un’artista e quella pubblica, professionale, e lo fa attraverso la storia di una grande attrice italiana che è diventata un mito del teatro e del cinema di tutto il mondo: Valentina Cortese. Dietro l’immagine/icona dell’attrice vecchio stampo col foulard che le copre i capelli, ho scoperto infatti la sua storia appassionante, e sconosciuta ai più, di una donna che ha vissuto 90 anni della sua vita tra incontri e amicizia straordinarie, grandi amori, e momenti di vita di eccezionale intensità. Ma c’è qualcosa che mi ha intrigato più di tutto. Il mistero di una donna che dietro un’apparente e fuorviante immagine di vanitosa leggerezza, ha nascosto un segreto che è stato il buco nero della sua esistenza, origine probabilmente della voglia di scappare continuamente da qualcosa, e di non concedersi mai completamente a nessuno, e motore, molto probabilmente, della scelta di usare la maschera dell’attore per difendere il mondo segreto e irraggiungibile del privato”.

Presentata fuori concorso alla 74esima edizione del Festival di Venezia, a dare voce alla storia privata e pubblica della Cortese, hanno lavorato ben otto attrici: Barbora Bobulova, Anita Caprioli, Carolina Crescentini, Silvia d’Amico, Isabella Ferrari, Anna Foglietta, Carlotta Natoli e Greta Scarano.

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Originaria di Stresa, Valentina Cortese oggi ha 95 anni, ha girato ben 88 film tra Hollywood e l’Italia, collaborando con registi e attori di caratura mondiale. Dopo aver recitato in L’orizzonte dipinto (1941, Guido Salvini), arriva per lei nel ’42 il primo vero ruolo importante in La cena delle beffe (Alessandro Blasetti). Lavora con Marcello Mastroianni nel film I Miserabili (1948, Freda), poi con James Stewart e Spencer Tracy (Malesia, 1949), e ancora con Ava Gardner e Humphrey Bogart nel film La contessa scalza (1954). Nel 1951 (anno di Ho paura di lui, di Robert Wise), sposa Richard Basehart da cui avrà il figlio Jackie, ma il matrimonio finisce pochi anni dopo, nel 1961.

Dopo il grande cinema si avvicina appassionatamente al mondo del teatro, grazie a Giorgio Strehler che la dirigerà diverse volte al Piccolo di Milano.

Non abbandona tuttavia il grande schermo e nel 1955 recita in pellicole d’autore come Le amiche, di Antonioni (1955), La ragazza che sapeva troppo, di Bava (1963), Giulietta degli spiriti, di Fellini (1965) e Quando muore una stella, di Robert Aldrich (1968).

Una grande soddisfazione arriva con la nomination agli Oscar come Migliore attrice non protagonista per aver interpretato il ruolo di Séverine nel film Effetto notte, di Truffaut (Miglior film straniero). Il nome di Valentina Cortese è legato ad un altro importante regista nostrano, Zeffirelli. Per lui ha recitato in Fratello Sole, Sorella Luna (1971), in Gesù di Nazareth (1976) e in Storia di una capinera (1993).

E ancora lavora con James Goldstone, Paul Newman, Jaqueline Bisset, Carlo Vanzina. Nell’81 interpreta il doppio ruolo di Daisy e della Regina della Luna, accanto a Robin Williams, nel film Le avventure del barone di Munchausen (Terry Gilliam), fino al suo ultimo lavoro nel 2006 dal titolo Sipario.

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