Respiri: nell’oscurità della mente

di Corinne Vosa

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Francesco (interpretato da Alessio Boni), un ingegnere quarantenne, dopo una disgrazia si ritira a vivere in un paese sul lago d’Iseo. Con la figlia ancora piccola (la nuova stella promettente Eleonora Trevisani) occupa l’antica villa di famiglia, una magnifica costruzione liberty lambita dalle acque. Nella grande casa vi è anche un’altra misteriosa persona, di cui si percepisce solo l’eco del respiratore che la tiene in vita. Ma ulteriori presenze non meno inquietanti, e decisamente più pericolose, si muovono intorno alla villa.

Cos’è accaduto all’uomo e alla sua famiglia? Quali segreti nasconde? Saprà Marta, amica d’infanzia da sempre innamorata di lui, risvegliare Francesco dal torpore in cui è caduto e liberarlo dal dolore? E, soprattutto, riusciranno quanti gravitano intorno alla casa a sfuggire al pericolo che incombe sulle loro vite? Le risposte sono tra le mura di questa villa dalla bellezza sublime, custode silenziosa della verità.

Respiri è un thriller psicologico che scava nella profondità della mente, rendendo visibile l’invisibile, concreto l’astratto. Infatti la villa rappresenta la psiche di Francesco, a cui in tal modo è stata data una consistenza spazio- temporale.

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La prima immagine che compare è quella delle acque del lago,la cui vitalità è spenta da una colorazione grigia che ritroveremo più volte nel film, che sembrerà sottolineare alcuni momenti di tensione emotiva, su primi piani raggelanti che sembrano mostrare il mostro nascosto nell’essere umano.

Il primo soggetto che ci viene presentato è la villa, una delle protagoniste indiscusse di questo film: ci appare con tutta la sua maestosa regalità e la cinepresa ne esplora quasi segretamente gli interni con sguardo onnisciente, seguendo, ma non del tutto, il primo personaggio che appare, quello della domestica, interpretata da Milena Vukotic, anche lei spaesata come lo spettatore.

La fotografia è stupenda e ogni dettaglio visivo curato al meglio. Un’attenzione particolare è rivolta ai colori: ripetitivamente compare il rosso (rossi sono ad esempio i capelli della bambina e della sua bambola, ma anche di alcuni altri personaggi femminili, oltre che delle rose,del sangue,dell’auto e delle scarpette rosse) e l’azzurro (del mare, della villa, del vestito della bambina).

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Non a caso alla bambina è applicata la simbologia di Cappuccetto Rosso, e ne consegue una grande domanda da porsi: chi è veramente il lupo cattivo?

L’estetica di Respiri è gotica, così come la sua sostanza. Un gotico affascinante, seducente, ermetico. Fantasmi, boschi, stregoneria, allucinazioni… nessun elemento tipico del genere manca e la villa sembra uno di quei castelli brulicanti di fantasmi e misteri tipici del genere. Un moderno castello di Otranto. Echeggia anche Shining, sia per l’attenzione rivolta alla location e il modo di inquadrarla ossessivamente sia per i personaggi che vi vagano misteriosamente, con la loro follia e ambiguità.

Il regista esordiente Alfredo Fiorillo realizza un coraggioso film indipendente dallo stile internazionale, che allo stesso tempo rievoca il cinema italiano degli anni ’60-’70, in modo particolare Dario Argento. Una sorprendente opera prima che saprà apprezzare chi ama avventurarsi nei labirinti della natura umana e perdersi in verità sconcertanti. Perché Respiri è questo: un labirinto mentale. Una favola gotica inquietante ed evocativa, esteticamente bellissima ed emotivamente perturbante.

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