Pitch Perfect 3 – Talento e coraggio verso la realizzazione dei propri sogni

di Cristina Cuccuru

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Si dice che dopo il liceo inizi la vita da adulto, piena di doveri e responsabilità: sbagliato. La dura e reale vita da adulti inizia dopo il college, quando non puoi più nasconderti dietro i libri e devi seriamente decidere che cosa fare della tua vita. Nel post-college ritroviamo quindi le Bellas, ormai lasciatesi alle spalle i tempi delle competizioni di canto corale, ognuna alla rincorsa della realizzazione dei propri sogni…o forse no? Beca, Ciccia Amy e le altre in realtà non se la passano proprio benissimo, fino a quando, durante una reunion, decidono di partecipare al tour di sostegno ai militari americani in Europa. Ancora una volta dovranno togliere fuori la grinta, mostrare ciò che sanno fare e di essere all’altezza di grandi artisti di fama internazionale. Tutto ciò, nonostante l’incombenza di una minaccia per la loro incolumità.

Reduce da un successo mondiale ai botteghini, con Pitch Perfect 3 si chiude un cerchio, quello della voglia di raggiungere i propri obiettivi e realizzare i propri sogni, con caparbietà e tanto talento. Tra mille avventure e peripezie, le ragazze faranno quindi il punto della situazione sulla loro carriera, rimettendosi in discussione e accettando alcune faticose realtà.

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Il film scorre efficacemente attraverso il ritmo di una colonna sonora coinvolgente, fatta di numerose hit pop e rock del panorama musicale di oggi e di ieri. Una cornice perfetta per una trama che un po’ fatica a delinearsi ma che non intacca la godibilità dell’intero film. Nella regia si percepisce il cambiamento, grazie ad un lavoro maggiormente dinamico da parte di Trish Sie, regista di videoclip musicali nonché di Step Up All In.

Per quanto riguarda il cast, spiccano come al solito Anna Kendrick e Rebel Wilson, la seconda in particolare vera forza motrice di tutta la baracca, con la sua comicità rozza e irriverente, ma che mai risulta eccessiva. Inaspettata la partecipazione di Ruby Rose, la dj australiana comparsa in Orange is the New Black, che nel suo piccolo sfoggia il meglio di sé. Imperdibili anche Elizabeth Banks (quest’ultima sempre in veste di produttrice e regista del secondo capitolo) e John Michael Higgins, gli storici commentatori delle gare di canto corale che seguono con amore/odio le Bellas in ogni loro (dis)avventura.

In generale il film risente del tempo che passa e le mode che cambiano, ma ciò non toglie che resti una pellicola piacevole e spassosa, perfetta per quei momenti in cui l’unica cosa che si desidera è la leggerezza.

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