Lucian Pintilie, quando l’ironia diventa etica e si fa film. Un ricordo del regista rumeno appena scomparso

lucian-pintilie-464779l-poza.jpg

Il 16 maggio ultimo scorso il cinema ha perso una figura di rilievo e senz’altro sottovalutata o quantomeno poco conosciuta: quella del regista Lucian Pintilie. Classe 1933, era nato a Tarutine, oggi territorio ucraino, allora rumeno.

Esule dalla sua Romania a partire dal 1973, aveva lavorato in Francia, Jugoslavia e Stati Uniti, per poi ritornarvi dopo la caduta del governo Ceaușescu. Corsi e ricorsi storici, figure di intellettuali ed artisti validi che fuggono da dittature per esprimersi e cercano fortuna lontano dal proprio Paese.

E non sono neanche luoghi comuni le tradizioni culturali che accomunano cineasti ed esponenti del mondo dello spettacolo che emergono nelle arti provenendo da determinati siti. Basti pensare, ad esempio alla scuola, intesa come appunto tradizione, musicale armena. Scuola che vanta personaggi di spicco come il grande Charles Aznavour (al secolo Aznavourian) ed anche il più trasgressivo ed innovativo Serji Tankian, il leader dei System Of A Down. Entrambi, pur esprimendosi attraverso generi diversi, vantano un’impostazione vocale classica e modulata.

lucian-pintillie-regista-morto.jpg

Ecco, dunque, pensando all’eredità che ha lasciato al cinema Lucian Pintilie, se ne riconoscono i tratti nelle opere del suo collega conterraneo e più giovane, Radu Mihaileanu (il regista di Train de Vie, Il Concerto, noti ai molti). Se ne ravvisa la stessa forza amaro-ironica. La stessa critica a persecuzioni e regimi dittatoriali mossa con intelligente, anche se nero, umorismo.

Il sarcasmo che i latini chiamavano “castigat ridendo mores”, la critica dei costumi e della mala-politica espressa attraverso il cinema ed il teatro. Da non dimenticare che durante il regime comunista fu vietata la rappresentazione di alcune sue riletture di opere teatrali, come successe nel 1949 per quella de L’Ispettore Generale di Gogol.

Era attivo come regista cinematografico dal 1966, quando esordì con il film Domenica alle 6. Due candidature per il Leone D’Oro, premiato a Venezia, Lucian Pintilie, è una di quelle figure che hanno lasciato un’impronta fondamentale nella storia del cinema in generale e in quella del proprio luogo di origine. La notizia della sua scomparsa, anche se triste, sia in un’occasione per invitare chi già non lo conosca a scoprirlo a posteriori.

Rispondi