Resina: la rinascita di un coro maschile grazie a una donna

di Chiara Maciocci

resina, outout, 1.jpg

Opera prima del regista Renzo Carbonera, Resina tratta delle vicende reali del Coro Polifonico di Ruda e della sua capacità di reinventarsi, grazie alla direttrice Fabiana Noro, arrivando a riconoscimenti di livello mondiale.

Dal 31 maggio al cinema e presentato in anteprima al Trento Film Festival, il film racconta la storia di Maria (interpretata da Maria Roveran), giovane violoncellista che, per motivi familiari, è costretta a tornare nel paesino del Friuli in cui ha passato la sua infanzia. Lì, a Ruda, Maria ritrova il coro polifonico maschile di cui un tempo aveva fatto parte suo nonno, coro ora dissestato e alla deriva, senza nessuno che lo guidi e destinato a troncare la sua antica attività.

Maria allora decide di rimettere insieme il gruppo, di prenderne le redini e riportarlo alla riscossa in nome delle vecchie glorie che ne segnarono il passato. Alle prese con una situazione familiare in biblico, con una madre malata, un fratello da poco deceduto e una cognata in gravi difficoltà economiche, Maria trova nel coro, prima di lei abbandonato a un gruppo di ubriaconi trasandati, una possibilità di redenzione: ella aveva perso la fiducia in se stessa e nelle sue capacità, e soprattutto aveva perso ogni speranza di entrare a far parte del mondo della musica, spietato e concorrenziale e forse poco aperto ai veri talenti.

resina, outout, 2.jpg

Insieme a Quirino, unico a credere ancora in quel coro di cui fa parte, Maria si lancia in una ritmata e divertente corsa verso la realizzazione di sogni e aspirazioni, il tutto sullo sfondo di un cambiamento climatico che giorno dopo giorno si fa sempre più incombente, e che necessita di essere affrontato in modo serio e consapevole.

Secondo le parole del regista, Resina è “un film sulla musica, sul cambiamento climatico e sul rapporto conflittuale che abbiamo con la bellezza. È il film di una giovane donna in un mondo di uomini. È un film che riscopre una piccola comunità di montagna, che vanta una storia millenaria, che costituisce una ricchezza di cultura e tradizioni per questo territorio, e che rischia di sparire nell’oblio: i cimbri”. 

resina, outout, 3.jpg

Frutto della volontà di riscoprire una realtà ignota ai più, e di renderla fruibile nel segno dell’arte e della musica, Resina è anche un film tecnicamente innovativo: è infatti la prima produzione cinematografica ad aver applicato il protocollo T-Green della Trentino Film Commission, atto alla riduzione dell’impatto ambientale durante la lavorazione del film.

Rispondi