The Terror: la nuova serie di Ridley Scott riporta in vita la flotta britannica scomparsa tra i ghiacci dell’Artico

di Beatrice Andreani

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Ridley Scott ha prodotto, per AMC (disponibile anche su Amazon Prime) la storia dell’ufficiale inglese John Franklin. Franklin faceva parte dell’equipaggio del potente Secondo Lord dell’Ammiragliato, Barrow, il cui più grande scopo era quello di trovare il Passaggio a Nordovest, chiamato da lui anche “That chilly way to China”.

Franklin nel 1819 cerca il Passaggio a piedi, affrontando un’esplorazione drammatica e con sofferenze indicibili, diventando così una sorta di eroe popolare, soprattutto per aver scelto di cibarsi solo di muschi e poco altro anche quando i suoi compagni si erano dati al cannibalismo (venne soprannominato per questo “L’uomo che si è mangiato gli stivali”).

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Venticinque anni dopo quest’impresa, gli fu affidato il comando di due delle navi più imponenti della flotta di Barrow: due ammiraglie gemelle l’Erebus e il Terror, decisamente più attrezzate per compiere l’impresa attuata tempo prima. Le due navi furono avvistate per l’ultima volta il 14 luglio del 1845 da alcune baleniere, presso il Canale di Lancaster. Da questo momento in poi dei 133 uomini dell’equipaggio di Franklin non si seppe più nulla.

Negli anni il mare ha restituito tre corpi, alcuni effetti personali e una scialuppa. Nessuna spiegazione dietro quella scomparsa.

Dan Simmons, nel suo romanzo The Terror, offre una motivazione particolarmente fantasiosa. Lo scrittore immagina l’esistenza del Tuunbaq, una creatura locale che viveva tra i ghiacci, alla quale l’equipaggio avrebbe arrecato fastidio durante i tre anni in cui le flotte rimasero bloccate tra i ghiacci.

Il regista della serie omonima, Edward Berger, compie in parte una rivisitazione della storia. Nelle prime sequenze iniziali l’Erebus e il Terror avanzano, una dietro l’altra, nel mare che sta man mano mutando in ghiaccio, mentre la mdp si addentra a bordo, dove fanno la loro prima comparsa i marinai. Ci sono diversi riferimenti al cinema e alla letteratura di mare e alle storie di esplorazione. Lo spettatore finisce per ritrovarsi in un mondo buio, nel quale i personaggi sono costretti a sopravvivere.

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The Terror ha un’impronta stilistica classica, e ha davvero poco di sperimentale. Tende ad essere comunque un prodotto lontano dalle serie che siamo abituati a vedere. Berger sfrutta la durata di ogni puntata nel miglior modo: racconta l’immobilità allucinogena dell’Artico prendendosi tutto il tempo necessario affinché lo spettatore si immedesimi nelle difficoltà che vivono i personaggi (come il passare mesi interi nella banchisa, affrontando ben nove mesi di buio all’anno, mettendo a dura prova i nervi dei marinai). Al livello di realismo quasi maniacale della serie si frappongono elementi improbabili, come la rappresentazione del Tuunbaq, un orso gigante improbabile che terrorizza dapprima i malcapitati con i suoi lamenti (il mondo inuit e le sue tradizioni sciamaniche ne hanno fortemente influenzato la raffigurazione).

Proprio quando l’orso incombe, l’equipaggio vive una vicenda molto simile a quella che probabilmente ha vissuto la flotta Franklin. L’ufficiale protagonista della storia, nella serie come nella realtà, è rappresentato come un uomo duro, caparbio, ma capace di non cedere e oltrepassare il limite. Il racconto è decisamente molto fedele a ciò che realmente accadde e in generale alle vicende che hanno coinvolto viaggiatori ed esploratori del Polo Nord negli anni. Franklin e i suoi uomini, quasi sicuramente, sono davvero morti di intossicazione alimentare e di cannibalismo.

Per cento cinquant’anni si è cercato di capire cosa fosse successo davvero alla flotta britannica. Lady Franklin ha impiegato tutta la sua vita nelle ricerche dei resti, e dopo di lei altri hanno continuato ma senza dar credito alle testimonianze degli anziani del luogo, pensandole poco attendibili.

Solamente qualche anno fa, grazie ad alcuni strumenti di ultima generazione, un gruppo di geografi canadesi ha finalmente localizzato e fotografato i relitti intatti dell’Ereus e del Terror nel punto esatto dove i vecchi e gli sciamani avevano sempre detto che erano affondati.

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