Timothy Olyphant: il protagonista della serie Santa Clara Diet papabile per il cast del nuovo film di Quentin Tarantino

di Roberta Maciocci

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Once Upon a Time in Hollywood: questo il titolo del prossimo film firmato Quentin Tarantino. Ambientato a Los Angeles, come da sue dichiarazioni, nell’estate del 1969: quella stagione segnata dagli efferati delitti della “Famiglia Manson”, che culminarono con l’uccisione della modella ed attrice Sharon Tate, all’epoca moglie di Roman Polanski.

Cast d’eccezione per la pellicola, la cui uscita è prevista per il mese di agosto 2019: Leonardo Di Caprio, nei panni di Rick Dalton, (attore e vicino di casa dei Polanski), Brad Pitt nel ruolo della sua controfigura. Burt Reynolds, Kurt Russell e Tim Roth, presenti anche loro, ormai storici volti del grande schermo, e star emergenti, come nel caso di Margot Robbie. L’attrice ventisettenne, apprezzatissima protagonista del recentissimo film Tonya, interpreterà il ruolo della bella e sfortunata Tate. L’interpretazione di Tonya era valsa alla Robbie una candidatura all’Oscar come migliore attrice protagonista.

L’attore Timothy Olyphant è anche lui in procinto di essere arruolato tra gli attori di questa nuova realizzazione Sony Pictures. Il personaggio che dovrà portare in scena non è ancora noto ma sicuramente, stando ai rumours ed alla tematica del film, sarà di rilievo.  Il protagonista maschile della fortunata serie Santa Clara Diet dovrà dunque alternarsi tra il set di Once Upon a Time in Hollywood, e quello di una nuova stagione della fortunata serie TV. Olyphant lo ricordiamo anche per la sua interpretazione del pirata informatico antagonista di Bruce Willis in Die Hard (2007), film campione di incassi.

La scelta del mese di agosto non è casuale, dato che nell’anno a venire, proprio in quel mese ricorreranno i 50 anni dalla carneficina compiuta da Charles Manson ed adepti. Tarantino, che è anche sceneggiatore della pellicola, da sue dichiarazioni ha preso spunto dall’incresciosa vicenda per sottolineare quanto fosse difficile destreggiarsi in quel periodo di rivoluzione e ribellione ma anche di insani estremismi che furono gli anni sessanta. In particolar modo ad Hollywood, scenario di grandi trionfi e di altrettanto imponenti tragedie.

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