Polanski non ci sta: “Voglio potermi difendere”

di Luca Ingravalle

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Con l’incriminazione ufficiale di Bill Cosby sotto tutti i capi d’accusa a lui attribuiti, l’Academy of Motion Pictures Arts and Science ha ritenuto opportuno prendere dei provvedimenti verso alcuni dei suoi membri. Così dopo aver espulso definitivamente Cosby, l’Academy ha cancellato un ulteriore nome per cattiva condotta dalla propria lista: Roman Polanski.

La decisione dell’AMPAS arriva quasi quindici anni dopo l’Oscar vinto per la Miglior Regia de Il Pianista. e quarant’anni dopo le prime accuse mosse dalla vittima dell’aggressione Samantha Geimer, allora tredicenne, contro Polanski. Il regista di Rosemary’s Baby ha contestato così i provvedimenti presi dell’Academy definendo la sua esclusione: “Il massimo dell’ipocrisia”.

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L’affermazione di Polanski non stupisce, visto che solo pochi giorni prima, intervistato dai microfoni di “Newsweek”, non aveva riservato parole di supporto verso il nuovo clima Hollywoodiano in pieno periodo #MeeToo, definendo il movimento come “il prodotto dell’isteria di massa”, e criticando aspramente chi per ipocrisia ha aderito in piena regola.

Va ricordato che nel non troppo lontano 2009 diversi membri dell’Academy tra cui Natalie Portman, Tilda Swinton, Martin Scorsese e Xavier Dolan hanno firmato una petizione per far rientrare Polanski in America e far raggiungere a quest’ultimo un accordo con le istituzioni Americane. Successivamente sia la Portman che Dolan si dichiararono pentiti di questa loro scelta.

Ad intervenire in nome del suo assistito è il legale del regista Harland Braund, il quale ha deciso di appellarsi alla decisione dell’Academy, come riportato dal Los Angeles Times: “Non stiamo contestando i termini della decisione presa dall’AMPAS, bensì le modalità con cui è stata presa e soprattutto la privazione dei diritti nei confronti del signor. Polanski, imposti dal codice della California”. In altre parole Braund ha contestato pubblicamente il veto imposto dall’Academy nei confronti del regista, al quale non è stata concessa neanche l’opportunità di difendersi. Tra gli improbabili sostenitori di Polanski appare il nome della vittima stessa Samatha Geimer, la quale ha definito la decisione dei responsabili: “una crudele azione mossa solo per apparenza”.

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