Con La strage dei 7 l’oscura Angelicah firma un piccolo, ma avvincente horror letterario

di Laura Pozzi

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Chiara Gentili comunemente nota come Angelicah.writer è senza dubbio un personaggio stravagante e fuori dagli schemi. La sua biografia la dice lunga su come quest’infermiera con il pallino per la scrittura, sia riuscita attraverso l’ausilio dell’avanzata tecnologia a far emergere un talento letterario da tenere d’occhio.

Dopo aver pubblicato alcuni racconti sul suo blog, Angelicah che ama definirsi lettrice onnivora (con spiccata predilezione per il genere horror e fantasy), ha deciso di compiere il grande passo con La strage dei 7 piccolo, ma avvincente romanzo horror capace di tenere sulle spine dall’inizio alla fine. La storia, ambientata nel 1999 deve molto del suo fascino alla sinistra e misteriosa ambientazione scelta dall’autrice. Siamo in Abruzzo, precisamente Asergi minuscolo borgo medioevale di appena 600 anime pronto ad accogliere un gruppo di amici ritrovati intenti a festeggiare l’evento presso una villa fatiscente gestita da una lugubre e inquietante proprietaria. I sette malcapitati non sanno quale atroce destino li attende e la loro misteriosa scomparsa troverà spiegazione solo quindici anni dopo quando l’americano Frank Allen nuovo affittuario della villa maledetta porterà alla luce la terrificante verità.

News La strage dei 7-outoutmagazine2Ogni singola pagina risulta permeata da mistero e suspence elementi portanti che la scrittrice tratta con cura quasi maniacale. L’attenzione al dettaglio sia nella descrizione dei personaggi, sia in quella degli omicidi sottolinea una notevole capacità descrittiva di matrice essenzialmente horror, ma con felici incursioni nella triste realtà di tutti i giorni, caratterizzata oramai quasi ed esclusivamente da fatti di cronaca nera.   Data la grande ammirazione per scrittori come Stephen King di cui ha letto quasi tutti i libri e la passione indelebile per la regina del giallo Agatha Christie è facile intuire come il romanzo pur ricalcando temi e atmosfere tipiche del genere possieda una precisa e chiara identità. La scrittrice ha dichiarato durante un’intervista come questa attitudine non rappresenti per lei un semplice passatempo e come a volte sia difficile riuscire a coniugare una passione che non lascia scampo con la vita di tutti i giorni. La sua caparbietà sembra al momento avere la meglio, come dimostra la nascita del secondo romanzo, scritto in soli due mesi e mezzo e attualmente senza editore. Ma forse il segreto di tanta costanza si nasconde nel suo personalissimo modo d’intendere la scrittura: uno straordinario mezzo di comunicazione capace di suscitare forti emozioni nel bene e nel male perché ciò che conta è avere qualcosa da dire. Buona lettura!

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