The House that Jack Built: il primo poster per il nuovo film di Lars von Trier atteso a Cannes 71

di Corinne Vosa

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Lars von Trier si è finalmente riconciliato con Cannes dopo essere stato espulso nel 2011 per delle dichiarazioni su Hitler poco apprezzate e ritenute filonaziste, anche se forse sarebbe più giusto definirle il distratto o provocatorio vaneggiare di un regista dalla cui follia derivano opere d’arte uniche e personali. Al festival di Cannes quest’anno debutterà fuori concorso il suo nuovo e attesissimo film, The House that Jack Built, che lo stesso Lars von Trier definisce “il suo film più brutale di sempre“. In questi giorni è uscito il primo poster.

Siamo in USA, negli anni ’70. Seguiamo l’intelligente e brillante Jack ( nome che ovviamente non a caso rimanda a Jack lo squartatore) per un arco temporale di 12 anni e siamo introdotti agli omicidi che definiscono lo sviluppo di Jack come serial killer. Viviamo la storia dal suo punto di vista, mentre concepisce ogni omicidio come un’opera d’arte. Nonostante l’intervento inevitabile della polizia si avvicini, Jack si assume dei rischi sempre maggiori nel tentativo di creare l’opera d’arte perfetta: una collezione dei suoi omicidi in una casa da lui costruita.  In questo percorso ci vengono descritte le condizioni personali di Jack, i suoi problemi e i suoi pensieri attraverso una costante conversazione tra lui e la sconosciuta Verge – un miscuglio grottesco di sofisma, autocommiserazione quasi infantile e spiegazioni approfondite delle rischiose e difficili manovre di Jack.

house_that_jack_built outout magazine 2Se nel ruolo di Jack vedremo Matt Dillon, il resto del cast è invece composto da Uma Thurman, Siobhan Fallon Hogan, Sofie Gråbøl, Riley Keough, Ed Speelers, Jeremy Davies e Bruno Ganz. The House that Jack Built è stato girato a Bengtsfors, in Svezia, e in Danimarca. Costato 8.7 milioni di euro ha come casa di produzione la Zentropa, fondata nel 1992 da Lars von Trier.

La curiosità cresce sempre di più, ma possiamo solo aspettare pazientemente per vedere quella che promette essere una delle opere cinematografiche più tetre e inquietanti di quest’anno e, forse, di sempre.

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