Denunce a scoppio ritardato

di Agostino Casaretto

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E’ diventata ormai una moda, in qualsiasi campo, che molte donne o uomini si ricordino improvvisamente di aver subito dei torti a livello sessuale o verbale da parte di uomini che, approfittandosi della loro posizione sociale elevata, hanno cercato, in vari modi e gravità, di ottenere favori sessuali o di aver subito palpeggiamenti, tentativi di abbracci e baci o proposte indecenti.

Queste cose aberranti e senza giustificazione sono da condannare pesantemente perché non è assolutamente giusto che chi cerchi lavoro o voglia fare carriera debba subire questi tipi di attenzioni da parte di chi può decidere della loro carriera in positivo o in negativo. La cosa, invece, ingiustificata e che le persone che hanno subito questi gravi torti si ricordino a distanza di tantissimi anni quello che gli è capitato.

L’ultima in ordine di decenza è l’accusa di comportamenti inopportuni e aggressivi fatta da tre donne nel mondo dell’editoria allo scrittore, premio Pulitzer per la narrativa nel 2008, Junot Dìaz, che aveva raccontato per la prima volta di quando venne stuprato a otto anni. Il sito The Cut scrive che Zinzi Clemmons, autrice del romanzo What We Lose, ha raccontato su Twitter che quando aveva 26 anni  egli tentò forzatamente di baciarla ad un workshop a cui lei lo aveva invitato, mettendola forzatamente in un angolo della casa per baciarla contro la sua volontà. Inoltre la scrittrice afferma di essere sicura che questo atteggiamento di Junot Dìaz non sia stato un episodio isolato ma che si sia ripetuto con altre donne e per questo aveva deciso di rompere il silenzio sul fatto. Anche la scrittrice Carmen Maria Machado, finalista del premio letterario National Book Award per Her Body and Other Parties, ha raccontato, sempre su Twitter, di quando Dìaz la aggredì verbalmente durante un incontro pubblico, quando lei gli chiese il motivo dei rapporti patologici che avevano i suoi personaggi con le donne, affermando che Junot Dìaz è un misogino che appena cessano nei suoi riguardi le lodi e le adorazioni scivola nella violenza. I suoi libri sono retrogradi e sessisti nei quali tratta le donne orrendamente in ogni modo possibile. Il tutto è confermato anche da Monica Byrne, autrice di The Girl in the Road, che ha accusato Dìaz su facebook di averle urlato contro ad una cena di lavoro a cui l’aveva invitato, e di averla contraddetta su tutto.

Come vedete sono varie le accuse che ultimamente molte donne hanno deciso, anche se in ritardo, di rivelare, accuse che vanno da approcci a baci, da violenze fisiche o verbali. Non vi è un lavoro per cui le donne, ma, in alcuni casi, anche gli uomini, non vengano sottoposte a ritorsioni se non si sottomettono a richieste fuori del vivere civile. Si spera che questa vergogna finisca presto.

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